Vita notturna gay bolognese, il sabato sera #Atlantide


Se vi trovate a Bologna il sabato sera e sentite di una festa in Porta Santo Stefano, di fronte al circolo del movimento anarchico, organizzata da Atlantide, sappiate che state per entrare nel mondo dell’antagonismo gay, roba per stomaci forti. Appena arrivati al Cassero le premesse sono chiare: lesbiche punk che fumano e si rotolano per terra o fingono di chiamare un taxi, o altre bizzarrie di chissà quale inside joke trasgressivo demenziale; commessi travestiti da donna pirata alla cassa, troppo alti, troppo pelosi e troppo truccati; tra gli avventori un sacco di barba e piercing per celare un invecchiamento precoce dovuto all’abuso di alcol e droghe, pance flaccide, pantaloni col risvolto alto, uomini di sinistra stempiati ma con i capelli molto lunghi sui lati e gli immancabili occhiali, accompagnati da donne grasse coi pantacollant neri, probabilmente eterosessuali attirati dalla promessa di un party fuori dalle regole mainstream. L’entrata è di soli 3 euro.
In un punto non precisato della serata c’è quel che in altri contesti definiremmo fuori programma: due ragazzi parcheggiano una “cosa” tra la folla fuori dal non-club, è un/a uomo/donna in carrozzina senza una gamba, le cade a terra una pianola; siamo pronti a scommettere sia un’habitué ma la folla – parcheggiata anch’essa lì fuori dal 1980 direi -, sembra altrettanto stupita. La “cosa” inizia uno spettacolo da pianobar scusandosi per non avere la voce riscaldata, il tutto per poi autorizzarsi a provarci con le lesbiche in modo provocatorio e antagonista: “voglio una troia per stasera, beh non vedi che sono in carrozzina, dai bella figa fammela leccare, scopiamo, io sono di Ravenna, ti faccio divertire”. Le ragazze ridono e la trattano con gentilezza, una le concede un bacio. Qui ogni freak è a casa propria.
Una volta entrati ci si dirige immediatamente al bar, ce ne sono due, quello più affollato fa solo birra mentre l’altro fa cocktail e non c’è nessuno perché si paga 4 euro un coca e rhum fatto da due baristi improvvistati, travestiti da donna, che ridono e si sentono liberi di indossare abiti femminili e sentirsi froci. Che frivolezza, che trasgressione, che divertimento assicurato vedere due pertiche all’opera sui tacchi, con le loro barbe – immancabili accessori, sostituti del testosterone per dire “io sono maschio”-, e il rossetto rosso che se tutto va bene finirà sul cazzo di qualche automobilista 60enne di passaggio.
La serata prosegue tra pessime canzoni pop a un volume eccessivo per le casse stanche, lì dalla rivoluzione sessuale pressapoco, e quasi si rimpiange il teatrino improvvisato dalla storpia fuori che non può entrare, e anche se riuscisse a fare la rampa di scale con la sua carrozzina, dentro è troppo affollato per muoversi. Punto favorevole dei non-locali che non sono a norma di legge.
Un ragazzo si avvicina e mi chiede:” che fai dopo? Vieni allo scalo'” Io: “e cos’è?” lui: “è un posto più figo, andranno tutti lì dopo”. Quindi è così: si arriva all’Atlantide, probabilmente dopo una intera settimana passata a fare shopping in negozi cheap alla moda, comprando dal cesto delle occasioni abiti troppo stretti e “antagonisti”; il tutto sentendosi diversi dai “soliti froci” delle altre serate perché qui c’è la barba e ci sono i piercing e ci sono i tatuaggi (in realtà nei club gay che servono da idolo polemico a queste serate le dinamiche sociali sono le stesse ma cambiano i corpi, più depilati e più giovani, e i codici dell’abbigliamento con conseguenti gusti sessuali, ma anche lì è un disastro).

Tutto questo faticoso training per poi arrivare alla meta e non sapere che fare, e rimanere seduti imbarazzati o in piedi in una semi conversazione che non va oltre il: hey ciao, tutto bene eh, sì eh, bene eh, figo eh, prendi da bere? La soluzione è ubriacarsi e a)cadere distesi a terra e risvegliarsi dopo qualche ora credendo di aver passato una bellissima serata b) intraprendere  un noioso pellegrinaggio verso la parte opposta della città, dove si troveranno le stesse persone, stessa musica di merda, barbe, grasso, demenza, e se si è fortunati un po’ di MDMA e un cazzetto sudaticcio moscio da succhiare in perfetta trasgressione e spirito PUNK, yeah. Questo lo posso immaginare poiché non sono resistito per l’intero reportage, ma mi fido dell’istinto! E mi chiedo come mai il comune abbia tentato di sfrattarli senza riuscirci.
Io che sono un omosessuale radicale, libertario e liberal, che credo nei valori dell’autodeterminazione e nei diritti individuali come punto alto della democrazia e del viver civile, ecco, io mai ho immaginato di sentirmi tanto vicino al Pasolini che esaltava i corpi appartenenti al sottoproletariato. Non posso sacrificare il valore ideale della libertà per il mio soddisfacimento personale, ma è evidente una certa repulsione per gli effetti reali di quello in cui credo.
Se la reazione istintiva è quella di dire: gente come questa appartiene allo zoo (specie quando si vede il sosia di Oscar Giannino toccare il culo ai “non-morti”), poi tutto acquisisce una forza politica libertaria se consideriamo le lotte per la liberazione sessuale e i diritti umani e l’antiproibizionismo etc. Se fossi un complottista direi che il governo ha fatto quello che la CIA aveva fatto con gli hippie negli anni ’60, ha distribuito eroina per eliminare il nemico politico. Essi sono l’oltraggio al pudore e al buon gusto di cui la società ha bisogno per controbilanciare l’energia sessuale sprigionata da corpi vivi dei 18enni, i quali gironzolano in piazza Verdi o nei bar cinesi dove bevono spritz con le loro fidanzatine già sessualmente disinibite: la bellezza suprema di chi ancora non è stato toccato dalla vecchiaia e consumato dagli eccessi. Estremizzando un tantino: Vita vs Morte, oppure Figaggine vs Sfigataggine.

Atlantide, sabato sera
ore 00.00 ad libitum

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26 thoughts on “Vita notturna gay bolognese, il sabato sera #Atlantide

  1. Lei è sgarbato, ma suonare una pianola senza alcun invito in luogo pubblico è altrettanto scorretto. Omosessuali Cafoni. Ah dimenticavo: vanno molto di moda le notti bianche. Concedetevele anche se siete dei quartieri alti e non siete usi a mischiarvi con la folla. La folla, per chi non la frequenta tanto, migliora e non peggiora.

  2. Atlantide è una base per idee, un posto dove sentirsi a casa , dove si fa politica e cultura, quest’analisi superficiale e soggettiva mi fa tristezza e rabbia, ma ai froci piace tanto farsi la guerra a colpi di opinioni pungenti e paroline mal dosate…

  3. la differenza tra un commento costruttivo e il nulla…. la seconda foto che hai messo, quella con attinenza verso Atlantide, riassume tutto quello che evidentemente e’ sfuggito a questa persona che nemmeno si firma… Ciao io sono il commesso vestito da donna alla cassa, la prossima volta, nel caso ti volessi evitare la fatica di scrivere io ti do tutta la mia disponibilita’ per un confronto tanto sicuramente sai come trovarmi e sicuramente avrai due grosse palle che ti consentiranno di farlo!

  4. Ma la foto presa da quei montaggi simpaticissimi che girano su facebook? Adoro la persona che ha scritto queste cose, soprattutto perchè mi ha dato della pertica succhiacazzi : )
    Vorrei poterti stringere la mano, ti farai riconoscere alla prossima festa?
    Quelle del bar ti offriranno da bere, e nel caso ne approfittiamo per spiegarti qualcosa sullo spazio in cui sei entrato ed hai giudicato in maniera vagamente povera, per non dire del tutto_ Ma ti sono amic@ e voglio farti scrivere meglio i post che tanto servono al tuo sollazzo egotico.
    Con amore “antagonista”_

  5. Hey ciao anonimo detrattore…
    Vorrei porti qualche domanda alle quali mi piacerebbe tu rispondessi prima o poi.
    -Eri convinto di essere per caso in un locale gay di bassa lega? Altantide non è una discotechina settaria ma un crocevia di esperienze comunitarie e politiche che certo è difficile veicolare sempre in maniera nitida alle serate danzerecce. Cosa speravi o credevi di trovare?
    -Lo sapevi che il ricavato della serata (3 euro l’ingresso e i coctail improvvisati preparati ovviamente da baristi scanzonati non pagati e non professionisti) andava quella sera al M.i.t. (movimento identità transessuali). O speravi o credevi che andasse a finire nelle tasche di un gruppo di cocainomani arraffoni?
    -Chi ti da il diritto di chiamare una persona disabile in sedia a rotelle “cosa” o “storpia”? Dovresti vergognarti profondamente delle tue parole. Sei probabilmente molto giovane e immaturo o un piccolo classista quasi sicuramente frigido di cuore e di cervello.
    -Trovi così disdicevole che un uomo possa “sentirsi libero di vestirsi da donna”? Lo trovi così ridicolo? trovo piuttosto ridicolo e patetico pensare che ci siano omosessuali così confusi e razzisti, che non giocano e non ironizzano con la loro parte femminile, divertente e divertita. Transessuali, travestit@, queer e transgender sono nostri amic@ e dobbiamo sempre essere riconoscenti loro per avere innescato l’autodeterminazione e la liberazione gay-lesbica.
    – Non sarai per caso una di quelle finocchie stitiche che parla male degli altri alle feste perchè nessuno se lo caga?
    Noi non abbiamo bisogno di darkroom, agiamo a volto scoperto.
    Non ci vergogniamo delle nostre barbe, delle nostre “panze”, delle rughe, dei tacchi e dei nostri rossetti. Siamo così come siamo, un colore fra tanti della bandiera arcobaleno che ci contiene tutti quanti, belli e brutti che siamo (anche gli “storpi” che deridi tanto).
    Massimiliano, La cerbiatta, 35 anni…barista improvvissato, frequento e partecipo alle attività di Atlantide da 12 anni.

  6. Evidentemente quest@ simpatic@ mistificatore/trice si aspettava una robina in stile ex-forno mambo oppure gli/le rodeva il culo perchè non è riuscit@ ad andare al tanto amato Scalo (quello si che è un posto all’avanguardia dove non si ascolta musica pop di merda).
    La prossima volta, car@, fai sue passi più in la verso li chalet dei Giardini. Ci saranno sicuramente prezzi, musica e persone più adatte ai tuoi occhietti e alle the orecchie.

  7. Ben scritto. Leggendolo ho riso, ci sono dei passaggi molto divertenti. Nulla di nuovo, certo, in questo modo di fare critica. Scontato come cerca di far apparire scontato ciò di cui parla. Ma la sua scrittura diverte, è innegabile. A parte alcune similitudini e citazioni banali e qualche affermazione che odora di sagrestia.
    Sa poco, ma lo dice bene – e questo, più che “radicale, libertario e liberal” lo rende solo un po’ radical chic.
    Però andrebbe eletto a manifesto della serata. Tutto quello che racconta, e come lo racconta, è molto divertente e, in fondo, “l’importante è che se ne parli”.

  8. Radical Chic l’ho inventato per sbeffeggiare quei ricchi intellettuali di sinistra che invitavano agli aperitivi le Black Panter e ogni tipo di rivoluzionari poltici per nutrire la propria buona coscienza liberal.
    Questo quì è solo uno stronzo.

  9. Grazie Tom.
    Noto che per delegittimare ciò che ho scritto avete 1) supposto che io sia un gay da locale/club, cioè ciò che nella vostra concezione intuisco essere un soggetto ignobile 2) pensato che io non abbia compreso ciò che rivendicate con orgoglio.

    In realtà posso *sparare* indifferenziatamente anche sui froci che detestate, confidate, arriverà quel momento. Quel che critico è un tipo di retorica e di antropologia omosessuale, il peggio del centro sociale unito al peggio dell’omosessualità, non certo singoli soggetti che non conosco. Quel che rivendicate come “crocevia comunitario” mi fa orrore, politicamente e socialmente. Ma è tutto scritto.
    p.s: non ho nulla contro i disabili.
    p.p.s: Avrei più rispetto se quei soldi andassero all’M.T.S. Malattie Trasmissibili Sessualmente.

  10. Molto probabilmente Debosciato ignora che al mondo esiste l’identità di genere…
    E’ arrivato/a ad Atlantide pensando di trovare la bella e tranquilla serata di una comunità antagonista lgbtq fatta da persone in giacca e cravatta che portano avanti un antagonismo “moderato” parlando ad un tavolo!
    Ignora il fatto che, se adesso ci sono degli spazi e qualche tratto di omofobia in meno, lo deve proprio al coraggio delle pertiche succhiacazzi che hanno rivendicato la loro identità….
    La prossima volta mi dovrò vestire da donna anche io, altrimenti non sembrerò una succhiacazzi! come se poi Debosciato la bocca lì non ce la mette!!! (a meno che tu abbia altri gusti)….
    Quella sera abbiamo passato dei pezzi di gruppi femminili e femministe di berlino che parlano di sessualità e di liberazione altro che pop di merda! e se poi e stata passata qualche canzone oscena è perché ai dj piacciono anche le trashate! e allora? e se le casse sono sfondate è perché sono le uniche che ci sono.
    Il bello di Atlantide è anche il fatto che essendo un posto autogestito è stato preso così com’era, e se l’impianto funziona male è anche perché di anni ne ha! ma questo non importa perché sono le persone che fanno Atlantide non la qualità del suono o le mura

    Come puoi giudicare Atlantide da una festa di finanziamento il sabato sera? ignorando tutti gli altri eventi, le discussioni e gli aperitivi? ignorando che sono tutti volontari e non essendoci un capo ognuno si veste e fa come cazzo gli pare e piace? e ride perché si sente bene li in quel momento?
    Ti chiedi come mai Atlantide è ancora li e perché il comune non l’ha sgomberata, in realtà c’hanno provato, ma Atlantide a sempre vinto!!!

    Quindi o sei uno dei PapaBoys!
    oppure anche secondo me hai pisciato fuori dal vaso…

    • A quegli omosessuali italiani che si sentivano perseguitati anche quando i “vertici” politici e religiosi e artistici del Paese erano tanto gay e i cori angelici di Hair cantavano “sodomia è bello” ai pubblici estatici di tutto il mondo, e si lamentano oggi – come un Galileo che si lamenti oggi di venir perseguitato per i suoi trascorsi siderali dall’Osservatorio di Monte Palomar – si augura di trovare attualmente, nel mondo delle assemblee e dei collettivi e dei cortei e delle discoteche e dello stare bene insieme, tante belle occasioni concrete come nei decenni trascorsi in parchi,spiagge, viali, bastioni, stazioni, loggioni, e periferie; e tanta larghezza di vedute e sense of humour comprensivo, come nei salotti liberali, nei caffè letterari, nei giornali laici, nel vecchio mondo dello spettacolo, fra gli antichi mostri sacri della cultura, della letteratura, della mondanità, della café society

  11. Il vostro problema maggiore è fare gli aperitivi condannando gli atteggiamenti machisti e facendo “quel che vi pare”, senza “un capo” né una coda.
    Siete abusivi quanto un paninaro in Piazza di Spagna. Non avete rispetto per il concetto di gara pubblica; per voi la trasparenza è solo una caratteristica dei vestitini che indossate. Tutto è “antagonista” e “contro”, con lotte di genere fuori tempo massimo che sono il pretesto per fare aperitivi e ballare musica di merda. Tra voi e Beppe Maniglia l’unica differenza è che lui ha un permesso speciale del Comune.

  12. la politica la lascio a parte, ma ricordiamo per inciso che ad atlantide se ne fa tanta e da tanto tempo, anche perché quello che fanno non si limita alle feste, ma si sbattono da anni 24×7 per cause, iniziative, lotte che tutti noi dovremmo solo rispettare. e ringraziarli.
    detto ciò, ora parlo da amante cronico di quei corpi glabri, giovani e sbarbati che, pare sia emerso, se etero affollano i bar cinesi (?!), se gay lo chalet dei giardini. beh, ci siamo capiti. ecco, a me i ragazzi con la barba o con troppi peli mi fanno senso, e piuttosto mi scopo una figa. questa è una premessa, intendiamoci.
    ciononostante, io ad atlantide ci vado e la ritengo la situazione più interessante e divertente dove sia mai capitato da molti anni a questa parte. atlantide è davvero un posto aperto a tutti. atlantide non posa, o se lo fa chissenefrega. è genuina e variopinta come le persone che ci stanno dentro, intellettuali, troie, pervertiti, hipsters o disabili che siano. può divertirsi a recitare, ma è meravigliosamente reale. e ci ricorda (cosa sempre più rara) che la realtà può essere sensazionale. atlantide non si vergogna, ti mette a tuo agio, ti può far sentire un adolescente in cerca di limoni, ma se vuoi farti i cazzi tuoi nessuno te la mena. in generale, nessuno giudica nessuno, neanche con lo sguardo, se non altro perché quasi tutti sanno dove si trovano. la libertà di cui tanto si è parlato, trovo, raggiunge qui un’espressione davvero elevata.
    raramente ho incontrato ad atlantide personaggi fuori posto: forse si tratta di una contraddizione in termini. la situazione è talmente autentica, pura, che se anche arriva il “malcapitato” è altamente probabile che si faccia contagiare dall’energia positiva che c’è attorno. per questo mi sento anche di dire che atlantide fa qualcosa per bologna, per la comunità, perché con un sorriso, un ballo, un bacio, uno sguardo, si supporta di più che con mille serate-finanziamento a sto cazzo. la musica infine, personalmente la trovo sempre gradevole. varia, spiazzante, mai banale se non per parossismo. per nulla schiava delle scalette, o di “quello che va adesso”, sia esso l’ennesima hit di rihanna o l’ondata revival del post-punk. e beninteso, ad atlantide ho sentito sia rihanna sia del post-punk.
    e per ricongiungermi alla mia premessa, caro detrattore, i fighi (la concezione dei quali forse è l’unica cosa che ci accomuna) ci sono anche ad atlantide, ma forse non ti hanno cagato.
    bella regaz

  13. il post mi fa tenerezza per tutta la auto, e non, repressione che uccide l’anonimo autore, e nemmeno troppo lentamente…questo post è il miglior prodotto di questa odierna fabbrica del consenso che si chiama Bel Paese Italia: moralità cattolica e intellettualismo ben pensante da baci perugina. Sono sollevata al pensiero che gente come te ritenga opportuno non confondersi con la “gente ” dell’Atlantide, vuole dire che anni di politica di quello spazio hanno prodotto pensieri, parole, immaginari e politiche autentiche partendo proprio da sè. certo potevi, anonimo autore, usare mezzi meno subdoli per criticare, ma sarebbe troppo semplice devastare questo breve scritto, immagino volutamente sempliciotto. per usare una metafora: vomito rigurgitato da una pancia troppo invidiosa di atodeterminazione e forse un pò arrabbiata perchè ti sei confrontato con carne per niente scelta nè tanto meno da macello come te. l’autodeterminazione è come una ruga, ci vuole una vita per ottenerla…quindi consolati forse di tempo ne hai ancora, ma cerca di vivere con meno infrastrutture mentali quando frequenti luoghi liberi da stereotipi, altrimenti continua a vivere con il tuo gregge, oppure continua a giudicare chi con orgoglio vive se stesso ed io continuerò a lavorare politicamente per avere non una sola atlantide, ma mille, perchè il vero nemico pubblico di se stessi è gente come te!!!
    Firma: chi mette musica pop di merda!!!!

  14. Pingback: Elogio del gay violento, una soluzione radicale all’omofobia « FRASISFATTE

  15. nel 2012 dover ancora leggere frasi così irrispettose fa molto male.

    papa boy, queste persone ti hanno fatto qualcosa?
    la tua religione non dice forse di portare rispetto al tuo prossimo?
    forse andare a messa non ti fa bene. pensaci.

    non vedo l’ora di trovare l’indirizzo di questo atlantide

  16. Articolo stupendo. E’ pure molto divertente vedere come si offendono coloro che fanno gli “antagonisti” e i “provocatori”. Ossia: “mi vesto come cazzo mi pare, faccio casino, cerco in ogni modo di distinguermi dalla media… poi però non mi offendere, perché ci rimango male”. Un po’ come quelli che vanno alle manifestazioni con l’apposito intento di sfondare il cordone di polizia, e poi si lamentano se si prendono le manganellate. Oh, fate quel cazzo che volete, ma almeno siate coerenti.

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