Nebbia in Val Padana

Ci risiamo, la seconda Repubblica è finita. Di nuovo. Sì, perché prima ci sono state le dimissioni tardive di Berlusconi, poi le dimissioni forzate di Emilio Fede e ora le dimissioni “coerenti” di Umberto Bossi, cioè in milanese “l’è finì cont el cü per tèrra”. In un Paese dove i vecchi rimangono ancorati alla poltrona e si pensionano solo quando ridotti in fin di vita, Bossi si è dimesso e tutti gliene siamo grati. Ora spazio ai giovani: c’è il Trota.
Resta un dilemma: come raccontare la carriera politica di Umberto B.?*Come l’uomo che ha vinto di misura l’Oscar dei cafonal, colui che ha sdoganato folklore e cattivo gusto: la canotta, molto prima degli hipster e di H&M, il lancio della polenta e l’ampolla del Po; gli insulti in dialetto come slogan, i “Föra di ball” i “Roma ladrona, la Lega non perdona”, gli innumerevoli vaffanculo, oltre a lui solo la Littizzetto detiene il record.

Soldi, Chiesa & The family
Umberto B. è stato il leader di un partito localista che è nato “di lotta” col sogno di un federalismo mai nato che nelle intenzioni voleva decentrare il potere politico-finanziario da Roma alle regioni, ed è finito con l’essere il più “terun” dei Partiti: clericale, corporativo, conservatore, imbottito di soldi pubblici, padronale, etc. Basta guardare gli spot elettorali della Lega per farsi un’idea, sono a metà strada tra lo Slow Food di Petrini (tradizione, Storia, terra, radici) e i Legionari di Cristo (onore, libertà,coraggio, protezione), un giorno verranno studiati nella loro evoluzione antropologica. Non fate l’errore di pensare che il movimento padano sia morto! La Lega come Partito politico sta bene, grazie alla base che piange il leader -anche senza la bara-,ed è determinata a raggiungere il sogno di una Padania libera.

Tuttavia rimane la parte più gustosa e maramaldesca della faccenda: le intercettazioni. Ogni volta che un Partito è sotto inchiesta la prima cosa da fare è collegarsi al sito de Il Fatto Quotidiano, che è l’Eva3000 delle sbobinature della procura. Dalle parole della segretaria Nadia Dagrada e dell’ex tesoriere Belsito si fa visibile la miseria di una famiglia di contadinotti, di vecchi con gli occhiali da sole, con la villetta in stile liberty in provincia di Varese (a Gemonio, ricordata anche perché c’è cresciuto Renato Pozzetto). Coi soldi dei rimborsi hanno acquistato i go-kart, l’ Audi A6, laPorsche, il Bmw X5, il Suv Mercedes con rimorchio per il Quad, tutto per i figli. Poi la ristrutturazione della terrazza, l’ascensore, le spese del dentista. Tre lauree (per il Partito meno intellettuale che esista era già tanto il diploma del Trota), che tristezza, che miseria; nella lista mancano solo i soldi per ristrutturare il pollaio e per comprarsi la cucina  col pavimento in cotto, tipico dei contadini arricchiti che rimangono a metà strada tra consumi da poveri e desideri da ricchi.

Mi piace pensare che a ogni multa i figli di Bossi si siano fatti una risata: “ho un’intelligenza modesta, il diploma e la laurea mi sono costati come una villa in Sardegna, però guadagno più di 15 mila euro al mese”; e sgommando dal vigile avranno forse urlato fieri: va da via el cü terün, w la Lega. Son soddisfazioni.
In Italia c’è un disoccupato su tre sotto i 25 anni, e sono certo che invidierebbe a morte i figli di Bossi per essere riusciti a far parte della classe dirigente così, solo per il proprio inestimabile talento riconosciuto dal movimento del nord.

Quasi dimenticavo di nominare  Rosy “la nera” Mauro, che coi soldi del partito finanziava un “amante” ex poliziotto, cantante a tempo perso, che si è portata in parlamento per averlo vicino a sé. Ma lei è terrona di nascita, quindi ce lo si poteva aspettare. Come la moglie di Umberto B., la siciliana Manuela Marrone, baby pensionata a 39 anni, maestra elementare che si è sostituita a Gianfranco Miglio come ideologa della Lega. Della moglie del boss sappiamo che è sfottuta dai compagni di partito per la sua passione in astrologia e magia nera, tutto da confermare, per ora sono piacevoli pettegolezzi. Diciamo che le premesse per un’implosione c’erano tutte.
La verità è che questi pensano di essere innocenti perché quei soldi glieli hanno dati come rimborso elettorale, e loro ci fanno quello che vogliono. I rimborsi elettorali sono la nuova formula del finanziamento dei partiti, i quali furono abrogati dopo il referendum proposto dal Partito Radicale vinto col 90,3 % dei voti espressi, nel 1993. Erano gli anni di Tangentopoli, roba seria. Qui siamo alla farsa di una spesa sciatta e povera da parte di esponenti di Partiti incapaci che si affidano a tesorieri disonesti. E siamo certi che la Lega e la Margherita sono solo i primi, o gli ultimi, di una generazione che ruba sul resto e non fa lo scontrino.

*Chiaramente Umberto B. ha il “merito” di aver creato politicamente il Nord Italia e di aver dato rappresentanza politica vera a tanti italiani; in questo articolo si sottovaluta o trascura il suo percorso politico.

Annunci

3 thoughts on “Nebbia in Val Padana

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...