Madre tanoressica abbrustolisce la figlia, quale gobba?

Io dico Nino tu non ci dovresti pensar
Ma non c’è niente da fare per dimenticar
‘Sto maledetto colore di pelle che mi brucia un pò

Nino Ferrer, La pelle nera

Patricia Krentcil forse non è  la mamma più abbronzata d’America, ma è di sicuro la più sputtanata. Andiamo con ordine, siamo nel New Jersey, stato densamente popolato da italoamericani con la fissa per l’abbronzatura e le tamarrate (tanto che Mtv ne fa un reality di successo internazionale, Jersey Show*, che è la versione “open air” del nostro Amici). Un bel giorno una bambina di 5 anni, genere ginger (capelli rossi, pelle chiara, lentiggini), si presenta a scuola con la pelle scottata. Le maestre chiamano i servizi sociali e accusano la madre di maltrattamento di minore. Manca un passaggio fondamentale per capire come mai una leggera ustione da abbronzatura diventi un caso giudiziario: la madre ha la faccia color mogano. E’ il perfetto esempio di tanoressia, cioè il disturbo psichico di quelle persone che hanno una “relazione complicata” con l’abbronzatura.  Patricia frequenta venti volte al mese, 20 volte al mese, il solarium, per essere certa di allevare correttamente un cancro alla pelle.

La Tan-mum viene travolta da un’inaspettata notorietà, tanto che il Saturday Night Live ne fa la parodia, viene prodotta  una bambola ispirata a lei, e tutti i talk-show gossippari ne parlano. Nonostante lo sputtanamento generale lei si difende in modo piuttosto verosimile, parafraso: “mia figlia si è scottata giocando nel vialetto di casa durante una giornata soleggiata, lo so anche io che mettere una bambina in un lettino solare non è normale”. Benissimo. Il problema è che mentre lo dice alla telecamera noi vediamo la sua faccia e tutte le più plausibili ragioni del mondo vengono sostituite dall’immagine di una donna che sembra l’imitatrice di Whitney Houston. Non è normale, no, ma lei sembra aver oltrepassato la linea della normalità parecchi gradi °F fa. Quando le chiedono se sa di essere tanoressica lei risponde: “sono solo abbronzata”. SOLO-ABBRONZATA? Sembra il batterista-assassino truccato da negro in Young and Innocent di Alfred Hitchcock! come crederle!? Viene in mente l’Igor di Marty Feldman in Frankenstein Jr. di Mel brooks: “posso fare qualcosa per la sua gobba se vuole”, “quale gobba?”. Ah.

Sarà il giudice a decidere l’innocenza o colpevolezza di Patricia, ma a noi basta uno sguardo. Auguriamo a questa Michael Jackson al contrario di ritrovare il senno. Questo è probabilmente il tipico caso in cui abbiamo una situazione/affermazione verosimile (bambina scottata dal sole) che assume un significato differente se legata contestualmente a un soggetto (la madre tanoressica) con un capitale reputazionale piuttosto negativo.

Altri esempi? I No-Tav si difendono dalle accuse di essere anti-progressisti e anti-moderni quando dicono che il treno ad alta velocità è inutile e non ha la priorità sulle opere pubbliche (bambina); poi calzano sandali in cuoio e imbracciano tamburelli “antagonisti” (madre). Come credergli? Si finisce per desiderare la cementificazione dell’intera Val di Susa solo per far loro un dispetto.

Aldo Busi, quando si offende perché Alba Parietti tenta una battuta malriuscita mettendo in dubbio la di lui virilità (bambina), e lui risponde isterico e piccato: “io sono un uomo” (madre). Noi ricordiamo quando si travestiva da donna per compiacere il senso del trash di Chiambretti, a quel tempo non faceva troppo caso ai concetti di genere.

Daniela Santanché quando dice: “io sono una donna con le palle” (bambina) si veste così per andare alle feste dell’amica Barbara D’Urso (madre). Forse in questo caso le palle ce le ha veramente, per conciarsi così. Simpatica.

*

Una delle protagoniste di Jersey Shore, Snookie, ha insultato il presidente Obama quando questi ha deciso di alzare le tasse per i lettini solari. Il New Jersey in rivolta ha trovato in Snookie la portavoce di un malumore condiviso: “Certo a lui tanto non serve l’abbronzatura, McCain non l’avrebbe mai fatto”.

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