A qualcuno piace. Intervista a un giovane escort

“Ci sono”, gli scrivo su whatsup. Mi apre. Siamo nella prima periferia di Bologna, quartiere San Donato. La zona è triste, e il parcheggio non manca. Alex, nome di fantasia, mi aspetta sulla porta di casa con addosso solo un paio di pantaloncini corti. Dimostra decisamente meno di 24 anni. Ci salutiamo e mi lascia entrare: “benvenuto nel mio studio, o dovrei dire laboratorio?”. L’appartamento ha uno strano odore, le finestre sono spalancate. Poggiato sul tavolo, vicino al divano su cui mi siedo, noto un Macbook Pro che da solo vale più dei pochi mobili nella stanza. Dalle piccole casse esce musica techno. Sembra essersi appena trasferito ma è qui da un anno.

Alex è quel che potremmo definire un bel ragazzo. Non è molto alto, ma ha un fisico atletico e armonico: addominali lineari e  bicipiti ben sviluppati che ribadiscono la distanza tra me e i prossimi anni di palestra per essere vagamente simile a lui. Le sue gambe sembrano fatte per correre. Ci tiene affinché si sappia che “è tutto merito del calcio, scrivilo, mi raccomando, che ai gay piace immaginare un calciatore”.

Il mio intervistato, lo avrete capito, è un tipo sveglio: “sei qui perché sei curioso di sapere com’è chi si vende o com’è chi paga?”

Entrambe le cose, ma partiamo da te: come si diventa un puttano?

“Questa è facile”, dice con un sorriso malizioso che gli scopre un incisivo scheggiato; poi si sporge verso di me e mi spiega: “Ho sempre avuto molta voglia di scopare, e l’offerta di scopabili era inferiore al mio desiderio, così finivo per farmi un certo numero di cessi. Rimarresti sorpreso di quanto sia facile il passaggio da “questo tizio dovrebbe pagarmi…” a “questo tizio paga”.

Prendo nota, magari imparo qualcosa. E come funziona il prezzo? Decidi tu?

“Non proprio. Funziona che se stai in strada puoi tirare più su il prezzo, perché puoi sfruttare la loro voglia, e sono disposti a pagare anche 100 euro per succhiartelo. E’ incredibile quanta poco si risparmi in certe situazioni. O almeno questo era vero fino a qualche tempo fa.”

Periodo di crisi?

“No ma che crisi. Il sesso non va in crisi. Però in strada va così. E’ molto istintivo, quasi primitivo. Può capitare di tutto.”

Non suona bene “può capitare di tutto”. Pericoloso?

“Già, ci sono mille aspetti negativi. Prendi i rumeni, per esempio.” I rumeni? “Sì… hanno rovinato il mercato. Fanno tutto per pochi euro. E poi ti si avvicinano e cercano di rubarti i soldi, sono delle merde. E hanno dei cazzetti piccoli e sporchi, quindi sono ulteriormente disprezzabili. Quelli belli sono pochi… comunque in generale in strada si corrono più rischi: polizia che si avvicina e ti chiede i documenti, gente che ti vede, indiscrezione ai massimi livelli, e, credimi, persone a cui non ti avvicineresti neanche per una sigaretta. E poi non sottovalutare l’aspetto igienico: se uno ti smerda addosso torni a casa imbrattato, non è il massimo”. La sua espressione a questo punto non lascia dubbio. E aggiunge: “vedi quelle macchie sul pavimento? Ho lavorato prima che arrivassi. Il tipo, un brizzolato magrolino sui 50, ha insistito affinché gli pisciassi addosso, dopodiché mi ha raccontato quanto è bravo nel marketing dell’azienda per cui lavora”.

Noto solo ora il mocio in un secchio. Ma è un inferno! quali vantaggi ci sono? “In strada c’è un unico vantaggio: vedi subito in faccia chi ti succhierà l’uccello. E sai stabilire subito un prezzo adeguato, in base anche alla macchina e a quanto sono brutti.” Si alza, prende il portatile e me lo mostra: “io preferisco online, ma se mi chiedi quanto prendo.. beh sempre meno di quel che merito. I prezzi di mercato sono 50 orale, 80 completo. Ma io chiedo 100 completo. Il peggio è quando si fermano a parlare”.

Succede spesso che abbiano voglia di parlare?

“No grazie a Dio! Dipende dai tipi, alcuni pensano di essere molto intelligenti e di capirti subito, e sentono il bisogno di farti sapere come sei. La loro analisi è quasi sempre un mix di astrologia e psicologia da rivista femminile.”

Quanti ne fai alla settimana?

“In media tre. Non prendo Viagra o Cialis. Cerco di tenermi pulito.”

Ok, la cosa più strana che ti è successa?

“Oh dai, niente roba alla Vice”.

Senti, qui ci si addormenta, tira fuori un po’ di esperienze di vita.

“Se ti aspetti il racconto dell’uomo sposato che paga per farsi inculare torna indietro agli anni ’50. I miei clienti sono decisamente froci. Comunque, di tipi strani se ne vedono sempre. Ho un cliente che adora farsi la doccia con me, mi succhia il cazzo e io devo insaponare entrambi. La cosa grottesca è che mentre succhia mi chiede: “ti piace come ti pulisco il cazzo?” E mentre lo dice produce involontariamente delle bolle.” (Sono incantato: non scoppiare a ridere in faccia a uno che sputa bolle di sapone industriale cancerogeno mentre ti chiede un feedback su come succhia richiede talento). “Una volta un vecchio mi ha quasi lasciato la dentiera sull’uccello, ero in un cinema porno e mi aveva pagato per farlo con una marchetta albanese; diciamo che gli spettatori di quel film si sono messi a guardare noi che lo facevamo lì tra i sedili. Dopo una certa età etero o gay sono etichette inutili, si finisce per eccitarsi rimanendo nei paraggi di un pezzo di carne viva. Ora accetto solo sotto i 50, anche perché gli anni online sono 10 o 15 in meno di quelli reali.”

Ma tu preferisci online, dicevi?

“Ho deciso per l’online quando dei marocchini del cazzo una notte mi hanno lanciato dei sassi; avevo invaso il loro territorio. Gliel’ho lasciato”. (Mi mostra una cicatrice.).

Ho letto sul tuo profilo che sei solo attivo

“Sì, preferisco avere il controllo. Mi sono specializzato sul feticismo dei piedi perché ho il 45 pianta larga” (confermo, ha un piede molto grande), e poi ho il cazzone. A tutti piace il cazzone, sai?” Quindi di solito funziona che… “pagano per leccarmi le scarpe, i piedi. Devi stare attento a non confonderti, alcuni ti dicono la marca di sneakers che preferiscono, e vogliono le foto. Anche la lunghezza e il tipo di calza è importante, e la forma del ginocchio e del piede… non è semplice. La parte peggiore online è che devi spendere ore a raccogliere le informazioni sui loro gusti sessuali. Pochi vogliono farsi effettivamente inculare sai? Io ho dei memo sul computer, così mi ricordo.” A questo punto mi mostra dei file Word con dei nomi tipo: ‘cliente Milano strabico’, il numero di telefono, e accanto : ‘piedi sudati, calze bianche da ginnastica, (con sborra in faccia + 30 euro)’. E’ la cosa più simile che io abbia visto a quelle cartelle di organizzatori di eventi che badano al loro cliente e non devono confondersi su dettagli apparentemente insignificanti. Qui i codici sono tutto, il cliente va fidelizzato. “E poi ci sono infiniti messaggi finti, quelli mi divertono.” (1)

Com’è chi paga?

“Sono per lo più grassi e di mezz’età, in media sono casi umani irrecuperabili (2). E’ giusto che paghino, anche io pagherei se fossi come loro. Però è vero che ci sono diverse tipologie, c’è anche chi è fuori casa e ha abbastanza soldi da preferire pagare piuttosto che perdere tempo a cercare una scopata gratis. Sono quelli che hanno poco tempo; non c’è bisogno che ti dica che sono i miei clienti preferiti. Quelli che non sopporto sono gli spilorci che tirano il prezzo al ribasso, devi mandarli subito a fare in culo.”

Saresti disposto a pagare le tasse?

“No. Assolutamente no, non è purtroppo così redditizio come per le trans o le donne, che guadagnano sulla quantità. Di clienti ce ne sono meno rispetto agli etero, anche perché il sesso gratis per i gay è molto più facile da avere. Poi io non posso lavorare più di una volta, cioè fisicamente non mi tira con uno brutto se non sono pieno. Non dividerei i soldi che faccio con lo Stato, smetterei di farlo. C’è un prezzo al di sotto del quale non ha senso fare questo lavoro, il mio è 50 euro.”

A questo punto gli squilla il telefono, e io mi allontano verso il bagno. Prima di chiudere la porta mi volto e lo sento dire: “Certo che mi ricordo di te..” Alex è chino sul portatile. Socchiudo la porta del bagno; c’è una pila di asciugamani bianchi e un biglietto: “mettilo nel cesto quando hai finito”. Aprendo l’anta a specchio trovo un mucchio di medicinali. C’è anche il Viagra sotto svariati antibiotici alla penicillina che riconosco dalla finale in -illina. “Sì…posso legarti, facciamo 100; no che non guardo l’orologio stronzo, vieni che ti apro il culo” dice Alex. Io mi fisso allo specchio, sono invecchiato precocemente, nessuno mi pagherebbe mai. Casomai prendo in considerazione l’idea di pagare. In alcuni Paesi moderni la prostituzione è considerata una pratica sociale, come accompagnare gli anziani al supermercato. A me sembra una merda. “Allora sai cosa? Vai a fare in culo, se non hai i soldi non rompermi i coglioni! Pezzente di merda” urla Alex. Torno in soggiorno; Alex si siede e ha un’espressione serena.

Pensi d farlo per molto? Quanto guadagni in media? 

“No, non lo faccio a livelli professionali. Io ci vivo qui. C’è gente che si sposta di settimana in settimana, in tutte le grandi città. Guadagnano molto, ma invecchiano precocemente. Il sesso, come il lavoro in generale, debilita. E’ usurante (ride), non come in fabbrica, ma quasi.” Beh dai, alla fine ti fai solo succhiare il cazzo. “Sì ma rischi sempre di prenderti malattie, e quindi non puoi lavorare, devi rimanere fermo finché non sei guarito. Io ho un altro lavoro, quindi questo lo faccio per arrotondare. Ovviamente in proporzione prendo 50 euro in mezz’ora, mentre come cameriere prendo 8 euro l’ora, ed è l’unico motivo per cui vale la pena prostituirsi.”

Molte persone non lo fanno perché vendere il proprio corpo non è dignitoso, cosa ne pensi di quelle ragazze che si prostituiscono per strada?

“No guarda, poco dignitoso un cazzo. Penso che chi lo fa volontariamente sia del tutto consapevole. Ci sono un sacco di studentesse che si prostituiscono, e lo hanno sempre fatto. Sui giornali sembra che siano costrette. Da sempre si è puntato il dito contro le zoccole: “preferisco lavare le scale che fare la puttana, io sono meglio di quella lì”. Penso che le puttane godano dell’enorme privilegio della diffusa moralità bigotta femminile: se le donne scopassero più liberamente i prezzi si abbasserebbero, e addio guadagni.”

E’ solo una questione di bigotteria?

“Guarda la reazione femminista alla faccenda di Berlusconi e le sue ragazze. O in qualsiasi altro caso di una donna molto disinibita che gode nel farla vedere. Le donne si incazzano. Non c’è nulla di sbagliato nel farsi dare 1000 euro per un pompino e affitto gratis; non so se si invidia di più il godimento di un vecchio miliardario o invidia delle giovani ignoranti con un bel corpo. Sono del tutto convinto che le vittime siano i nostri clienti. Lo so anche io che questo non è un lavoro per la vita, non lo puoi dire alla mamma, la gente ti guarda male se dici che ti prostituisci, specie se sei una donna. Ma quando i clienti sono lì in ginocchio e ti implorano perché tu venga, ce li hai in pugno, e non c’è dubbio su chi sta sfruttando chi. Ma bisogna saperlo fare”.

Vallo a dire a Sara Tommasi

“Quella è un caso disperato! Bisogna esserci portati, è un lavoro duro. Non ci si improvvisa troie, ci vuole un talento e una predisposizione psicologica… e anche fisica per gli uomini. Non c’è nulla di più lontano dell’estetica alla Gus Van Sant o Gregg Araki.”

Ammetto che mi hai messo in imbarazzo, sembri convincente. Però questo lavoro mi sembra abbia qualcosa di sbagliato, forse sono bigotto, ma mi sembra che non possa essere considerato un lavoro a pieno titolo

“Cos’è un lavoro? Una prestazione economica? Il proprio corpo lo si usa anche per gli altri lavori. Un avvocato, una puttana, una cassiera. Usano il corpo, ma tra le tre solo la puttana è padrona del suo mezzo di lavoro, molto più che una contadina.” Senti, niente marxismo, ammetterai che non hai responsabilità. “A volte ho più responsabilità di uno statale. E chi fa volantinaggio che responsabilità ha? Io faccio godere la gente, ti pare poco?”.

Ok, ma quando invecchierai e non sarai più così attraente?

Ride. Ci pensa su, poi fa uno sguardo triste e mi dice: ” Pagherò io.” Poi si fa serio e mi rivela: “vorrei essere bravo in qualcosa che non comprenda l’eiaculazione. Vorrei imparare a fare un mestiere, ammiro chi sa fare bene qualcosa. Non sono uno stupido, sono solo infelice”.

Mi sembri tutto fuorché stupido, ma voi troie siete tutte così?

“No. Io devo dissimulare sempre… Fingo di essere stupido, recito, mentre lavoro. Ai clienti piace, li fa sentire a proprio agio. Di solito in giro non si trovano dei geni. I prostituti ragionano male, pensano: ‘ah perché fare il panettiere quando posso farmi pagare di più per lavorare meno’ Sbagliano, il tempo passa velocemente e si diventa inutili presto. Siamo la cosa più simile a dei vecchi top model, solo che non possiamo andare a lavorare in via Montenapoleone a Milano”.

Cosa ti aspetti dal tuo futuro?

“Io il futuro non ce l’ho. Ma forse neanche tu, se ci pensi.”

Il resto della conversazione è autocensurato. Lascio la casa di Alex depresso, prendo la bici e torno alla mia vita. Pedalare in città sull’asfalto fuso dai 40° tiene a bada i pensieri.

Note.

1. Ecco qualche messaggio copia e incollato che Alex ha ricevuto dai propri clienti: “Ciao, ti scrivo a nome di un gruppo nazionale rivolto agli appassionati di “tickling”, cioè la pratica del solletico in ambito erotico. Organizziamo spesso feste ed eventi riguardanti tale pratica.

Per il prossimo “tickle party” abbiamo bisogno di ragazzi che facciano da animazione.
I candidati ideali devono:
1) essere giovani. Max 25 anni.
2) essere sensibili al solletico, in particolar modo sotto ascelle e piedi.
L’ingaggio per l’intera serata è di 1000 euro netti e dati in anticipo e NON prevede né sesso né nudità.
Se siete interessati, vi prego di rispondere a questo annuncio specificando nome, anni, altezza, peso, taglia di scarpe e lasciando un contatto MSN, Yahoo Messenger o Skype per parlare meglio dell’ingaggio. Verrete ricontattati quanto prima.
Contatto mail/MSN: xxxxxxxxxxxxxxx
Matteo, il fondatore ” / “Ciao credo che il modo migliore per farti avere questa informazione sia attraverso la messaggistica che il sito ci mette a disposizione. Ho individuato nella tua zona tre location molto interessanti per differenti stili di posa fotografica che hanno come fine il ritratto, quindi il soggetto. Se sei interessato e disponibile per posare, puoi contattarmi in risposta a questo messaggio o se non ti è gradito, puoi ignorarlo e bloccarmi come consente di fare il sito e dirmi che non sei interessato. Son rientrato da poco in Italia, negli ultimi due anni all’estero ho sviluppato una attività legata alla fotografia e allo studio d’immagine (fare l’accompagnatore ormai è un ricordo e un’ esperienza che ho messo in questa attività di studio d’immagine); se, ribadisco se, hai necessità di avere foto a tuo uso personale o per l’attività che porti avanti e piacere a posare fammi sapere. Il tutto ha un costo ovviamente; il prodotto finale deve corrispondere ad una tua esigenza pratica e valida qualitativamente, ma la cifra è simbolica; non sono interessato al guadagno da questo tipo di shooting, ma alla conduzione del soggetto davanti all’obiettivo e all’efficacia delle foto. Le foto saranno a tuo uso esclusivo, subito disponibili. Mi spiace essere sintetico, ma già questo sistema fa selezione tra chi è interessato e chi non ne ha bisogno.  Ciao buon lavoro, Michele. ”

2. Mi mostra alcuni messaggi che non lasciano dubbi sulla correttezza d’analisi:  “ciao sono maturo passivissimo e cerco giovane che mi femminilizzi anche con travesittismo (sic!) e se vuoi anche relazione duratura se puoi atre tue foto anche con vestiti, parlo seriamente ” / “Ciao e complimenti per le tue bellissime foto. Sei proprio un ragazzo stupendo! Io sono un 40enne passivo/versatile in cerca di bei ragazzi escort molto disinibiti che si divertano realmentea fare sesso in tranquillità e discrezione!Posso ospitare saltuariamente o spostarmi. Desidero chiederti qual’è la tua tariffa per sesso completo con orgasmo a casa mia o a casa tua e se fai preliminari. Grazie in anticipo, Antonio “
2 b. Il corsivo su realmente ce l’ho messo perché è il momento di parlare di una cosa: il motivo per cui molti non sopportano pagare è che non riescono a dissociare il sesso dal desiderio reciproco. I clienti, invece, fingono che il prostituto desideri fare loro quelle cose, e da parte sua il/la prostituto/a fa di tutto per farglielo credere. Si  tratta di sospensione dell’incredulità, come durante un film.

2 thoughts on “A qualcuno piace. Intervista a un giovane escort

  1. Vedo solo ora che alla nota numero 1 per fornire un esempio di “messaggi finti” c’è finito un annuncio di lavoro del mio gruppo, Progetto Solletico Maschile.
    Mi spiace per questo esserino triste e incattivito che sembra essere Alex, perché ha buttato 1000 euro senza nemmeno informarsi meglio.
    Ecco a voi un ologramma (cioè il sito internet di un gruppo che secondo voi non esiste): http://www.psmtickling.com .

    Buone cose.

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