gay e associazioni lgbt contro Rosy Bindi alla festa dell’Unità a Roma

“mi dà fastidio quando i gay rompono le palle. Vogliono adottare i figli. Intanto fateli adottare a quelli che sono più umani. Io non credo che loro possano dare, come hanno dato a me, una disciplina di un certo tipo, mica stiamo giocando con le pallette. Poi, gli danno le case e magari non le danno a due ragazzi che vogliono sposarsi. Io ho avuto uno zio splendido: faceva il corazziere, amato e rispettato da tutti per la sua bellezza ed intelligenza. Era un frocio. Un giorno torno a casa e dico:”Zio!”. Non vidi nulla di particolare a parte che poi era morto.” (1)

Questo stralcio di intervista non è di Antonio Cassano o un altro calciatore “omofobo“. E’ Patty Pravo, una delle tante icone gay che pensano che i froci debbano pagare il conto (e permetterle di rimanere sul palco nonostante tutto) e non rompere i coglioni, leggi: non chiedere diritti. E’ una di quelli che partecipano ai Gay Pride e ripetono tutte quelle cose che si dicono per non sembrare dei bigotti conservatori retrogradi. Però il dubbio serpeggia. E’ per me l’esempio migliore di esplicito e onesto disprezzo dei gay; e vale ancora di più perché pronunciato da una donna che piace a molti (vecchi) omos.

Ora, i froci ce l’hanno con Rosy Bindi, aka Simbolo dell’Italia Bigotta e Frigida; su Facebook non si parla d’altro che “Rosy Bindi nega ai gay il matrimonio“. Durante la Festa dell’Unità di Roma è esploso un conflitto tra minoranze: cattolici vs militanti gay. Ha poi avvisato/minacciato/sfidato i contestatori: volete troppo e otterrete poco, con tono proverbiale ha sintetizzato: “rimpiangerete le unioni civili come i vescovi rimpiangeranno i D.I.C.O.”. E potete scommetterci che è seria. (Detesto ammetterlo ma la frase suonava molto bene, e il tono era pugnace e risoluto, brava Rosy). Una pacata dichiarazione di guerra.

Premetto: non credo che il livello di progressismo di un partito politico si misuri unicamente con il matrimonio omo. Non solo non basterebbe all’Italia arretrata, ma non è neppure un provvedimento prioritario in questo momento. (Tuttavia i fatti mi smentiscono. L’ostinato rifiuto da entrambe le parti dimostra il contrario, ovvero che non solo è necessario ma anche urgente che l’Italia si accodi al resto del mondo libertario). Considero l’intera faccenda dello sposarsi come un ulteriore velleitarismo omosessuale. Tuttavia la modernità, ovunque nei Paesi avanzati, sta dalla parte dei gay; “io sono l’occidente” scriveva Walter Siti, ricordate? Anche se questo significa implosione e morte della società intera vale la pena battersi per salvaguardare l’ideale del diritto libertario e liberale. E qui c’è un nodo che non so sciogliere: è la Bindi ad aver torto, portavoce di un partito in conflitto con la modernità (PD vs resto del mondo libero), o sono i gay in difetto d’ingenuità con la insistente e frustrata richiesta di risarcimento politico e umano inconciliabile con un partito sedicente progressista?

Penso che i diritti vadano dati alle coppie omosessuali per dispetto a entrambe le parti: sia perché l’idea di pagare le tasse e ricevere “l’apertura mentale” e “l’amicizia” (gay friendly) dei bottegai e dei ristoratori è inaccettabile, sia per dare ai gay quello che vogliono e di cui in realtà non hanno bisogno. Il matrimonio è puramente simbolico (riguarda un numero di persone che non superano quelle che ancora noleggiano i DVD), e sta per un’accettazione formale della coppia omosessuale da parte dello Stato. Detesto poche cose più dei gay che vogliono sposarsi, e l’atteggiamento à la page liberal è tra queste. Perciò desidero infliggere a tutti i progressisti alle vongole LA LOTTA per un posto all’asilo con i genitori gay. (Così poi vediamo quanto sono sensibili i gay e quanto sono friendly gli etero).

A rigore,  il grado di progressismo e di tolleranza di cui gli eterosessuali si vantano agli aperitivi radical-chic si misurerà solo quando coppie omo e etero avranno gli stessi diritti. Quindi, riassumendo, bisogna prendere da parte Patty Pravo, Rosy Bindi e tutti gli altri e dirgli che sono loro a essere La Minoranza d’occidente. Poi col tempo scopriremo che del matrimonio non ce ne frega un cazzo; ma che è giusto poterne usufruire in quanto diritto egalitario. Ma questa è un’altra storia.

Note:

1. Ovviamente poi Nicoletta ha ritrattato come poteva, i soliti froci delle associazioni si sono offesi. Penso faccia benissimo a sfottere i gay, e che la sua sincerità sgradevole è tipica di una donna della sua età (?).

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2 thoughts on “gay e associazioni lgbt contro Rosy Bindi alla festa dell’Unità a Roma

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