Beppe Grillo contro le Olimpiadi

«Se tutto fa spettacolo, tutto fa Olimpiadi» Comincia con una frase pseudo-debordiana il post colmo di disprezzo verso i Giochi Olimpici firmato Beppe Grillo. Non si capisce come abbia potuto la Casaleggio & associati lasciare che tante sciocchezze fossero pubblicate liberamente. BG mischia flirt no-global:  «Lo spirito di Olimpia, sotto il segno della Coca Cola» (in bold per dare risalto ad altissimi concetti da fan adolescenti dei 99 posse), a psicosi paranoiche come: «L’atleta si prepara a una carriera da parlamentare». Come se la massima aspirazione degli atleti che passano la loro vita ad allenarsi sia quella di sedere in Parlamento – di nuovo in bold; cosa che evidentemente ossessiona lui. (Tipico caso di esternalizzazione.) (1) Poi che altro c’è? ah sì: è tutto uno schifo perché sono dei dopati – sto parafrasando; e non manca il passaggio in odore di complottismo che insinua subdolamente esperimenti eugenetici:  I-cinesi-sono-forti-perché-creati-in-laboratorio. (a questo punto Giulietto Chiesa lo ha chiamato dicendogli che si doveva calmare, «stai esagerando Beppe, dài cazzo dici?»).

Ha dimostrato anche un’invidia universale con la frase: «Atleti che sfilano prima delle gare con tricipiti e pettorali in mostra insieme agli slip griffati»; gli atleti dovrebbero nascondere i muscoli perché ci sono anziani in mutande con le chiappe burrose e appiccicate al divano, che come massima attività fisica si precipitano a scrivere post sul proprio visitatissimo blog? Per Beppe Grillo, e forse il Movimento 5 Stelle, sarebbe più consono indossare slip no-logo.

Passi pure il fatto che non ha colto l’ironia della Regina nella sua apparizione da Bond Girl – minimizzando con umorismo incerto e malriuscito la scena più divertente dell’anno -, non si può essere forzatamente colti e intelligenti e non gliene faccio una colpa. La frase inaccettabile è certamente questa: «Grida e pianti, buttati per terra, tarantolati per una stoccata o per un tiro». Ora: si capisce che il povero Beppe Grillo non abbia la minima idea di cosa sia lo sport dalle prime righe del suo vaniloquio, e di ciò che comporta gareggiare con atleti che hanno lavorato anni e battuto centinaia di aspiranti Migliori Sportivi Del Mondo che avrebbero voluto essere al loro posto senza riuscirci. (Bastava vedersi un episodio di Ginnaste su Mtv, mica bisogna aver conosciuto per forza un fiorettista per capire che NON TUTTI POSSONO FARLO ANCHE SE SEMBRA FACILE!).

Non ha idea degli enormi sacrifici umani e fisici; del carico di aspettative di allenatori, famigliari, sponsor. (oh sì, perché non è gratis, è un mondo “meschino” in cui i brand sportivi pagano milioni per poter brandizzare i  bicipiti, i piedi, o qualsiasi parte del corpo del vincitore/vincitrice. Non come nel mondo di BG dove evidentemente non ci sono sponsor, tanto i suoi Fan pagano il ticket in cash). Migliaia di persone che ti guardano. La consapevolezza di poter battere i Più Grandi Al Mondo. Il grado zero della competizione. Lo sfoggio in mondovisione di una superiorità fisica rispetto noi esseri umani. Si lavora tutto il tempo Contro il Tempo e il momento decisivo dura una manciata di secondi. E lui si sconvolge perché mentre migliaia di persone ti guardano e urlano rumorosamente, magari augurandoti un errore se non sei il loro favorito, l’atleta deve mantenere LA CONCENTRAZIONE totale e ripetere movimenti fisici nella totale precisione; ecco dico, lui si sconvolge del fatto che nel momento della vittoria o della “stoccata vincente” l’atleta rilasci la tensione accumulata con un urlo? Eh?

Siccome Beppe non smette di dire quanto il Web sia democratico, vero, e che se dici una stronzata te lo fanno sapere subito. E siccome non penso che legga sul serio le migliaia di commenti che gli lasciano i lettori, gli rispondo citando uno di quei messaggi che molto sinteticamente coglie il punto:

Di questa serie di idiozie facevamo francamente a meno, Beppe. Accendi l’aria condizionata e raffredda il cervello prima di prendertela anche con le zanzare…

andrea caserti 07.08.12 14:09| 

NOTE

1. L’esternalizzazione è un fenomeno più comprensivo rispetto alla proiezione: il trasferimento di responsabilità ne è soltanto una parte. Non solo i propri difetti sono sperimentati negli altri, ma, in maggiore o minore grado, lo sono tutti i sentimenti. L’individuo che  tende ad esternalizzare può essere profondamente turbato dal fatto che piccole reazioni sono represse, mentre è inconsapevole di quanto egli stesso si senta represso.  Da Psicologia medica e psichiatria clinica e dinamica – Risultati da Google Libri books.google.it/books?isbn=8821207900Piero De GiacomoSalomon ResnikGiampaolo Pierri – 1980 – Education – 339 pagine

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