I protettori. Il trionfo dei gay-friendly

Frank Ocean nella foto su cui Beyoncé ha scritto le sue parole di sostegno in seguito al coming out che “sconvolse” il mondo Hip-Hop

HIP-HOP FRIENDLY

Anche l’omofobo mondo dell’hip-hop si è scoperto gay friendly. Frank Ocean, talento hip hop 2012, ha ufficializzato la sua presunta bisessualità in un post  rivelando il primo amore con un ragazzo. Frank non è il tipico rapper da: “succhia il mio monster cock e taci troia”. I suoi testi sono in controtendenza con il volume di cazzi&fighe, droga, soldi, porche e Porsche, e da tutti gli altri tipici temi bling bling del genere. Non ha mai finto di essere un macho. E’ estraneo a quell’hypermasculinity che in modo differente affligge sia la cultura Hip-Hop che la clone culture omosessuale dai tardi ’70 a oggi – date un occhio a Tom Of Finland. Frank è il risultato di un mix Hip-Hop indie; un ibrido tra generi anti-mainstream e sonorità jazz/funk. Più che a Jay-Z o 50Cent strizza l’occhio a M.I.A., basta un giro sul suo blog per coglierne l’aspetto cool di certi video e apprezzamenti cinematografici (Wes Anderson, per esempio). Il torno romantico usato nel rivelare la propria bisessualità (1)  ha facilitato l’accettazione del pubblico e fan. Tutti hanno sostenuto Frank. I più hanno reagito minimizzando: “che ci importa della sua sessualità, l’importante sono le canzoni” – decisamente in contraddizione con la mole di articoli, post, e video user generated sull’argomento. Ma come ha reagito l’industria? Frank è stato isolato come un appestato? Neanche per idea.

Un mio amico cinico mi fa: “questo vive nella modernità e ha capito che dirsi frocio gli fa vendere di più”. Aveva ragione; non solo a giudicare dalla posizione in classifica, ma dalle tempestive dichiarazioni di vicinanza dei Protettori. (2) Tutta la faccenda non colpisce negativamente la carriera di Frank; al contrario. Il pubblico ha apprezzato il coming out e lo ha difeso, seppure nessuno si è neanche sognato di offendere pubblicamente Frank Ocean. E’ successa una cosa simile tra lo scrittore Bret Easton Ellis e l’attore Matt Boomer.

ELLIS OMOFOBO?

Bret Easton Ellis, famoso per American Psycho e per i toni controversi, ha twittato la sua candidatura come co-sceneggiatore per il chiacchieratissimo film 50 Sfumature di Grigio, dal romanzo best seller del secolo di E. L. James. Nel bel mezzo di una non-ufficiale selezione cialtrona online Bret scartava attrici o attori amatissimi (Scarlett Johansson, Kristen Stewart, Chris Pine) considerandoli inadatti alla parte per diversi motivi, più o meno seri. Su un nome in particolare è scattato Il Caso-Ellis-Omofobo: il Tweet in cui cestina il bellissimo Matt Bomer poiché è “troppo gay per essere Christian Grey”. Il messaggio di BEE ha avuto l’effetto opposto; ad essere escluso dalla lavorazione del film è stato lui. I fan e i giornali si sono coalizzati in una polemica da blogger fanatico arcobaleno. i Protettori hanno persino proceduto con l’endorsement di Bomer, spiegando i motivi per cui è perfetto per la parte di C. Grey. Quando vedremo il film giudicheremo. Premessa: tutto il film si baserà sulla verosomile attrazione sessuale tra una timida e vergine giovinetta e il di lei defloratore: un uomo brutale ma tenero,  instancabile procuratore di orgasmi seriali, e pieno di pretese (lacci, bende, BDSM light). Matt Bomer invece è un attore molto bello; fotografato sui giornali per signore con l’allegra famigliola composta da Simon Halls, e i  tre figli nati da una madre surrogata.  Cioè una donna ha prestato alla coppia l’utero come incubatrice. Ci siete? Non proprio il sogno erotico di ogni lettrice di gossip e chick-lit, o no?

Matt Bomer a sinistra e a destra il marito Siman Halls.

La domanda non è se Bret Easton Ellis sia omofobo o meno; cattiva retorica della sfera pubblica plagiata dall’idiozia gayfriendly che neutralizza qualsiasi critica alla vita omosessuale con: “è paura del nostro magnifico stile di vita”. Tipiche risposte mutuate dai Gay Pride e dalla politica GLBT: se osi sollevare critiche sei un gay represso. I Protettori ti attaccano. Storia chiusa. Bret Easton Ellis non ha paura degli omosessuali né dell’omosessualità. Stava facendo quel che gli Studios fanno più o meno da sempre per scegliere un attore; cioè preoccuparsi per la ricezione da parte del pubblico: la vita privata conta. Aspetti paratestuali influiscono sulla ricezione del personaggio e possono compromettere o alimentare il successo di un film. Immaginate gli spettatori informati dei fatti durante la scena in cui Anastasia chiede a Christian: “Sei gay?”, e Matt Bomer/Grey le risponderà di no. E in seguito dovrà dire: “Mi piace punirti. Ho voluto sculacciarti da quando mi hai chiesto se ero gay”. Potrebbe apparire grottesco a chi ha in mente le foto di Matt con suo marito. Se Bomer fosse scelto per la parte non sarebbe il primo gay a interpretare un eterosessuale, la lista nella storia del cinema è lunga:  Marlene Dietrich, Anthony Perkins, Greta Garbo, Charles Laughton, Tallulah Bankhead, Cesar Romero, Barbara Stanwyck, Cary Grant, e Joan Crawford. Per citare i più famosi.Tutti gay o bisex, ma tutti hanno lasciato segreto il loro orientamento sessuale per non turbare i fan e per mantenere la possibilità di sospensione dell’incredulità. (3)

Cos’hanno in comune queste due storie, Frank Ocean vs Matt Bomer, oltre all’uso di Twitter come mezzo informale per informare? Che quel che Derek Jarman chiamava criticamente e polemicamente etero-società, cioè la normatività dello stile di vita etero nella societài, è diventato più arcobaleno che mai. Pro gay e anti-omofobo. Persino un chiacchieratissimo Bret Easton Ellis -non proprio il prototipo dell’etero- suscita imbarazzo e disapprovazione se include nel processo di casting caratteristiche private (fino a ieri legittime) sulla sessualità del candidato. L’etero-società negli anni ’50 era tutta un: “si fa ma non si dice”; ora le parole d’ordine sono: “si fa e va difeso”. I protettori sono pronti a darvi battaglia, state attenti a quel che dite a microfoni aperti. Il galateo politically correct consiglia l’ approvazione dell’omosessualità e biasimo per tutti coloro che non sono entusiasti. A conti fatti questo avviene non per la vittoria progressista dei gay e della liberazione sessuale, bensì per l’ostinata emulazione dei valori eterosessuali: i gay sognano il modello di vita normale; quell’etero-performatività che hanno recitato a lungo sugli schermi cinematografici è diventata più di un sogno: è un’aspirazione. Non si recita più solo sullo schermo la parte dell’etero felice. Difficile prevedere se le donne che si sono lasciate cullare da un sogno erotico di massa crederanno a Bomer come sex simbol. Ai gay eccitano gli uomini etero, ma alle donne etero eccitano gli uomini gay?

Note

1. By the time I realized I was in love, it was malignant. It was hopeless. There was no escaping, no negotiating with the feeling. No choice. It was my first love, it changed my life.

2.  Russell Simmons ha apprezzato “il coraggio e l’onestà”; Jay-Z già a favore dei matrimoni gay non ha sorpreso nessuno per le sue parole di sostegno per il coming out, al contrario dell’inaspettato tweet dello scioccante Tyler, The Creator (lo trovate nella voce su Wikipedia sotto: “omofobia nel testi Hip-Hop”). Tyler, amico membro del collettivo Odd Future, sapeva già tutto.Persino la fag-hag diva Beyoncé ha approvato: “Be Fearless, Be Honest, Be Generous, Be Brave, Be Poetic, Be Open, Be Free, Be Yourself, Be in Love, Be Happy, Be Inspiration”. E siamo a posto così.

Tyler the Creator Tweet sul coming out di Frank Ocean

3. Quanto Anne Heche ha rivelato la sua relazione con Ellen De Generes tutta Hollywood si è chiesta se il pubblico avrebbe accettato il suo innamoramento con Harrison Ford nella screwball comedy Six Days, Seven Nights (1998). Cfr. Dixon W.W., Straight: Constructions of Heterosexuality in the Cinema,State University of New York Press, 2003

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7 thoughts on “I protettori. Il trionfo dei gay-friendly

  1. Un po’ sciocca come analisi. Intanto Ellis lo avevano prima scartato come possibile sceneggiatore, POI si è accanito contro Bomer.

    E poi il politically correct – per quanto sia giusto far notare gli aspetti esagerati del difendere tutti o dell’attaccare ogni critica a quel che viene chiamato “stile di vita” gay – qui non c’entra proprio niente.

    Bomer non è stato criticato. Ma attaccato. Non era mica finita lì, Ellis ha fatto un po’ la figura dello psicopatico con i suoi messaggi. Non è questione di “protettori”. Il fatto che Ellis lo abbia “scartato” in quanto gay non è che il sintomo di una mentalità, certo reale, ma anche insensata.

    Finché nessuno farà il primo passo e darà a un attore gay il ruolo di un donnaiolo (White Collar non ha perso ammiratrici, no?) queste famose lettrici di gossip non potranno che pensarla in questo modo. E non solo loro, a quanto pare. E in realtà è una mentalità completamente maschile e machista. In fondo sono soprattutto le donne – non solo nei media, anche nei forum on-line – a difenderlo e ribadire che la vita privata non deve influire sul casting. Voglono lui. Non gliene frega niente del marito, anzi, Bomer così in realtà è diventato il sogno erotico per eccellenza – quello irraggiungibile, ma altrettanto irresistibile. E senza mai parlare della sua vita privata. Mai detto niente lui, han fatto tutto gli altri, Ellis compreso.

    Insomma – è anche vero che spesso ogni critica al mondo gay viene zittita a tutti i costi, ma questo non si applica a ogni atto “protettivo”, qui non c’entra proprio. Dire “tu non avrai ruoili etero” non è una critica. Ed rimane assolutamente giusto e necessario battersi perché questi modelli di repressione in un lontano futuro possano cessare di esistere. Il supporto di un coming-out ha un effetto simile. Non è questione di politically correct insomma.

    • Sogno erotico per eccellenza? Dubito, ma non si sa mai. Il politically correct dei protettori è legato al metodo di difesa adottato per questa storia. Cioè attaccare, questa volta sul serio, Bret Easton Ellis, per aver detto una cosa “disdicevole”. il “non si può mica dire così! Siamo una società non machista, ma libera a tutti”. Io di donne che si eccitano con i gay non le ho ancora viste, amore platonico sì. Ma solo per fare shopping e parlare di uomini. Ciao.

  2. Le donne fanno i sogni erotici su chi è sexy. Bomer lo è. Non c’entra nulla che sia sposato con un uomo. E’ un ragazzo bellissimo che innesca fantasie erotiche su di lui. Questo soprattutto perchè nell’immaginario c’è la figura di lui sciupafemmine in White Collar che fa impazzire. Non la foto coi figli e il marito.

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