Sasha Grey, she is such incredible piece of… art

Sto guardando l’animazione di una donna che si infila un pesciolino rosso nella vagina. Lo tiene lì per tutta la notte a macerare; il giorno dopo lo estrae morto e lo mischia alla miscela del caffè che darà al marito. Solo così sarà sicura che lui la amerà per sempre. Oppure avrà assaggiato invano la peggior colazione della vita. La voce fuori campo è di Marina Abramović, e questa è una delle scene di Balkan Erotic Epic. Video del 2006 in cui gli organi sessuali funzionano simbolicamente come strumenti magici in grado di curare un bambino malato, sconfiggere forze demoniache, elisir d’amore etc. Marina dice che la pornografia la annoia. Dice così (1), dice che è noiosa. E dice che «Il momento più elevato è quando arriva l’arte». Per questo ha raccolto le credenze popolari balcaniche che avessero come connettivo i genitali per un “erotismo naturalista da museo”.

Particolare non da poco: questa scena è disegnata. Altre in cui donne in abiti tradizionali si toccano i seni in preda a canti/preghiere panteistiche, o quelle in cui uomini fottono il terreno o si masturbano nel fango, sono performance di attori scelti da Marina. Ma non questa scena. Mi chiedo come mai: forse una donna disposta a infilarsi un pesce nella vagina non si trovava? Oppure, più verosimilmente, le associazioni di animalisti avrebbero bloccato l’opera, e nella polemica sui limiti dell’arte il “grande pubblico” non avrebbe saputo se schierarsi con la grande artista o assecondare un più sano e riparato senso ecologista?

Cambio video e rimango col dubbio.  C’è questa ragazza che si dà un gran da fare con più di uomini. Non sto neanche a contarli. Sembra molto arrabbiata. Il punto è che deve dissimulare lo sforzo agonistico – dovuto all’essere al centro di una gang bang-, e fingere il puro e liberatorio godimento. Quindi la faccia digrignata e il trucco che cola sudato lungo le guance sono accompagnati da incitamenti di sfida verso gli uomini che le stanno attorno. Tuttavia è a noi che si rivolge, sguardo rivolto alla camera. La sua performance è di tutt’altro tipo rispetto al folclore balcanico, ma si avvicina ai lavori in cui il corpo è spinto oltre il proprio limite (che è ciò che interessa anche a M. Abramović). Alla fine fa i gargarismi. Non scherzo. Fa i gargarismi allo sperma. (E’ la cosa più simile a una seduta dentistica, o questa è la prima cosa che mi è venuta in mente. Aspirare, sputare, tieni la bocca aperta, etc. Inoltre inizio a pensare che tutte queste performance abbiano in sé qualcosa di ridicolo. Il sesso è ridicolo.)  In altri video la vedo appesa, sdraiata su tavoli, legata e incaprettata, con macchinari neo-medievali che sostituiscono il partner maschile. Sesso con l’inorganico. Se il video precedente era un tripudio di carne e null’altro qui ci troviamo all’evoluzione tecnologica, nel mondo del BDSM che è tutto un altro rispetto a 50 Sfumature di Grigio. E non vi piacerebbe. Roba di nicchia, alternativa. Vi assicuro che può essere tante cose fuorché noiosa. Capito Marina?

La ragazza è Sasha Grey, la nuova Abramović, giovane e amatissima ex-pornostar dallo sguardo spento. Avete presente l’eroina in Millennium – Uomini che odiano le donne? Ecco, ha quel mood tatuato in faccia. Al punto che quando ride sembra un’altra persona. Ma non giudicatela velocemente. Nelle interviste c’è l’effetto Marilyn Manson: tu vedi un personaggio che urla, sbraita, mostra il culo, costruisce un’iconografia satanica e morbosa on stage e poi, fuori dalla performance, nelle interviste, è un ragazzo bene istruito, educato, che ama lo stile modernista tedesco e sorseggia assenzio. Anche Sasha è così. Nelle interviste rifugge lo stereotipo della cretina, (ed è uno spasso vederla imitare la tipica pornstar), per rientrare subito in un altro stereotipo: quello della femme fatale che cita film della Nouvelle Vague e slogan politici. (il suo motto è Lotta Continua, sì… sa chi è Sofri e tutto il resto. E’ una fan del radicalismo politico di quegli anni? Così dice. Io supero l’imbarazzo pensando che la ragazza è troppo simpatica e sgamata per essere filo-terrorista; lo slogan politico funziona più da tagline per promuovere se stessa: suona bene in italiano e dà il senso dell’eccesso). Basta vederla intervistata da Vice per capire che è una ragazza cresciuta tra maschi, attenta a ogni posa. Si considera una performer artist che usa il proprio corpo  per il divertimento altrui. E ha ragione.  Più in generale è il porno online in quanto macro-genere ad essersi evoluto in  continue performance filmate amatoriali e professionali. Nella infinita settorializzazione del mercato come conseguenza del porn on-demand e della coda lunga di perversioni, il porno online copre ogni genere di desiderio e curiosità sessuale. Se l’uomo dei topi, caso clinico freudiano, doveva sbirciare nella serratura per godersi la propria servetta spremersi gli ascessi sulle natiche, oggi c’è qualcuno, da qualche parte nel mondo, che probabilmente ha caricato il video online. Trovate uomini e donne che sperimentano tutto lo spettro delle anomalie sessuali. Roba da far sembrare Gina Pane, Rudolf Schwarzkogler, tutta la body art e qualsiasi odierna performance museale vana.

Oggi la Abramović fa pagare il biglietto per fissarvi, L’artista è presente, o promette di farvi sentire l’energia vitale dei corpi facendovi stare due ore e mezza in una stanza vuota con un camice bianco e dei paraorecchie antirumore,The Abramovic Method. Un successo assicurato dall’aspirazione di massa di partecipare a un’opera d’arte o anche solo di trovarsi in prossimità di un Artista. Una processione verso la mecca dell’arte, il Museo-Medjugorie. Scambiare la noia per creatività o cultura pur di vedere l’ultima performance di una donna che sembra “senza confini, senza limiti”, come dice Lady Gaga interpretando il senso comune. Oggi Sasha Grey ha lasciato il porno e si è data al cinema mainstream. Ha interpretato un film di S. Soderberg The ex-girlfriend, la 7 stagione di Entourage (HBO), e pubblicato un libro di fotografie dal nome Neü Sex (pubblicato da VICE/MTV). Nella prefazione c’è la sua filosofia sul sesso e citazioni di Sartre. Sasha ha capito che il modo migliore per sembrare un artista è convincere tutti di esserlo, sedurre il pubblico usando cliché intellettuali e documentari autobiografici, brand art-europei, i backstage biografici: il proprio incontenibile carisma. Tra lei e la Abramović non ci sono molte differenze, tranne che con Sasha non ci si annoia.

*Il titolo del post viene da una frase di Lady Gaga mentre parla di Marina Abramović “She is so free, she is limitless, she is such incredible piece of… art”

Note

1. “Ho sempre pensato che la pornografia pura fosse qualcosa di realmente basso e noioso. Le persone soddisfano bisogni molto semplici cercando di avere più sesso o beni materiali e quando hanno avuto tutto questo c’è un momento nell’evoluzione della loro coscienza in cui capiscono che hanno bisogno di qualcosa di più elevato. In quel momento arriva l’arte” in http://www.aroundphotography.it/framearticolo.asp?cod=25

 

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