Maglioncino di Lana D’angora Rey

«Se l’ha cantata la Rossellini, Blue Velvet, figurati se non lo può fare Lana Del Rey». Immagino lo avranno pensato i creativi di H&M mentre sceglievano la Gangster Nancy Sinatra per far da manichino al maglioncino d’angora della linea L.A. Noir. Chi meglio di Lana Del Rey che ha basato il suo successo sull’estetica vintage? Gli scettici la detestano pressapoco dal momento in cui si è rifatta labbra e guardaroba per compiacere orde di omosessuali wannabe-alternative. Tra parentesi, ci è riuscita alla grande.

Considerate Lana Del Rey come la versione di Britney Spears spendibile in un bar indie, o allo Slow Club: è figa, fa video lunghissimi e curati, si veste in modo seducente. E da oggi è pure in questo video stiloso (fatto da Johan Renck che tra gli altri ha girato il video Pass This On dei Knife) in cui si cita David Lynch. Anche il più agguerrito intellos radicale abbandona le proprie idee sull’artista romantico che non deve compromettersi col mercato quando c’è di mezzo Lynch, anche solo di striscio.

Adidas ha fatto scuola dagli anni ’80 in poi con le star dell’ Hip-Hop. Da quando forniva ai Run DMC di My Adidas i propri prodotti da distribuire nei concerti, alla linea personalizzata di Missy Elliot Respect M.E. H&M ha imparato presto e si è data da fare, ricordate Madonna?

Questa volta però non mi pare il classico caso in cui una celebrità tenta di trasferire il proprio prestigio al marchio (Madonna/H&M), o l’azienda incoraggia la spontanea appropriazione dei propri marchi di una sottocultura cool da milioni di dollari (Hip-Hop/Adidas). Questa volta, dicevo, è Lana D’angora Rey che inizialmente adatta la propria promozione artistica a regole del canone fashion (nome esotico,trucco da Twiggy, pose retrò da Bondgirl riattualizzate da rapper girl); e così seduce il pubblico che si fionda a condividere su Facebook il suo bel faccino e la rende virale. In breve finisce in filodiffusione in ogni negozio, soppiantando Mariah Carey che tornerà nei supermercati sotto Natale. Non è il sogno di ogni marchio avere un testimonial in ogni negozio?

Oggi Mulberry le dedica una borsa Del Rey, e H&M una linea intera. E’ questione di tempo prima che Karl Lagerfeld le regali un ciondolo o una maglietta.  Se Amy Winehouse non fosse morta sarebbe stata altrettanto adatta a un’operazione commerciale di questo genere. Anche Adele, se non fosse così grassa. (Dopotutto né il crack né l’alcol  hanno impedito a Kate Moss di triplicare i guadagni). Possiamo solo augurarle una cosa: non ingrassare mai Lana, se tieni alla carriera.

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