“Non mi pagano, ma lo faccio per la visibilità”

Stamattina ho fatto un viaggio nel passato. Ho digitato Huffingtonpost.com e mi sono ritrovato in prima pagina Silvio Berlusconi. Bang. Controllo data e ora sul computer e mi riprendo, si tratta solo dell’intervista esclusiva con cui ha scelto di partire Lucia Annunziata, neodirettrice della versione italiana del giornale tutto online vincitore del Pulitzer 2012. Si parte.

Ci sono 200 blogger, anzi 189, tra cui anche una suora. Il core-business di Huffington-Post è utilizzare i contenuti generati dal basso, gratuitamente, per creare una coda lunga di notizie: la versione americana ha migliaia di blogger. In sostanza capitale sociale e culturale convertito in capitale economico. Geniale, ottimo. Del perché sia facile trovare un blogger che un idraulico ne parleremo in un’altra vita, quando tutti noi saremo meno ideologicamente propensi a considerare il lavoro intellettuale superiore a quello manuale o artigiano. (A proposito, ho tentato di inviare la mia candidatura ma la mail fornita dev’essere così ingolfata di richieste che mi è tornata indietro. Basterebbe questo pensierino: “tutti vogliono essere blogger”, per capire che le accuse di “non pagare i blogger” sono una assurdità. Ma andiamo con ordine.)

La redazione vera, quella pagata, ci sta tutta in una fotografia. Ed è la struttura tradizionale di un qualsiasi giornale. (Top-Down). Poi ci sono i blogger che forniranno contenuti e lavoro intellettuale non pagato (Down-Top). E’ ingiusto? No.

Certo che a chiunque piacerebbe essere pagato per scrivere e svolgere il lavoro che lo appassiona, ma siamo in internet bellezza. A voi risulta che Wikipedia paghi una redazione? Quello è lavoro gratuito. E’ una follia dire che è sbagliato. Non perché non sia effettivamente una prestazione intellettuale gratuita, lo è, ma perché non ha più senso considerare in termini pre-internet il lavoro dell’ intermediario culturale.

Certo, Wikipedia non ci guadagna mentre Huffington-Post sì. Beh, qui sta la geniale idea di Arianna Huffington, un’imprenditrice che sfrutta il desiderio narcisistico generalizzato di essere uno scrittore, o peggio, un giornalista. Ma non cambia nulla. Perché mai si dovrebbero pagare 200 blogger quando loro sono disposti a scrivere gratuitamente, e già lo fanno?! Andrebbe non solo contro ogni legge di mercato che conosciamo, ma anche contro il funzionamento stesso di internet e dei contenuti di cui oggi disponiamo. Oltre che una cosa impossibile da realizzare. (Se il giornale è leggibile da tutti in modo gratuito è chiaro che ci si guadagna dalla pubblicità, che deriva a sua volta dal numero di accessi giornalieri. Quindi o si riempie di gattini e roba virale, come fa La Repubblica.it, oppure si usano i centinaia di blogger. Tra parentesi: Il fatto Quotidiano e Il Post.it fanno più o meno lo stesso.)

La morale della storia è: ben arrivato Huffington Post, anche io sono disposto a lavorare gratis.

Annunci

2 thoughts on ““Non mi pagano, ma lo faccio per la visibilità”

  1. Non sarebbe meglio selezionare i collaboratori/blogger in maniera tale da puntare principalmente sulla qualità e non sulla quantità, così anche da far guadagnare un po’ di euri a chi merita e probabilmente ha bisogno di arrotondare? Sì, bene: hanno 200 blogger non pagati…ma che tipo di contenuti offrono? Sanno scrivere? Sono esperti in qualche settore dello scibile umano in modo tale da poter “dare qualcosa” a me lettore?

    • Ti rispondo così: non so quanto siano preparati. Lo vedremo. Il modello che proponi esiste, ed è quello alternativo a quello di Huffington/post.it/Fattoquotidiano. E si chiama Newyorker. Certo che sarebbe meglio avere ottimi contenuti di qualità ben pagati. Ma è un altro modello imprenditoriale-giornalistico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...