Fag Hag. Perché ad alcune donne piacciono tanto i gay?

La frociarola Julianne Moore in uno dei mille momenti della sua carriera gay friendly

Ho pensato a questo post tempo fa, e avevo un inizio quasi perfetto. Solo che l’ho dimenticato. (Era anche molto divertente, mi spiace). Quindi non so come introdurre la faccenda. Mettiamola così: c’è un momento nella vita di ogni omosessuale in cui ci si accorge di avere un potere. Cioè interessare un etero  esplicitamente perché si è *diversi*. (Spesso la cosa sfugge di mano ai froci che vogliono fare la lezioncina sui diritti arcobaleno; il momento pedagogico qui non ci interessa ma solo il rapporto d’amicizia tra le parti).

Le prime (?) a circondarsi di gay sono le donne; il che oltre ad essere estremamente ironico ha anche implicazioni sociali e antropologiche che né io né voi possiamo ignorare. Alzi la mano chi di voi non ha, o desidera avere, IL migliore amico gay. Gli americani, che hanno una parola per ogni cosa, chiamano queste donne Fag Hag. (Esiste anche una parola per il corrispettivo maschile Uomo-che-preferisce-l’amicizia-dei-gheis e si dice Fag Stag, e vi consiglio di comprare il Marie Claire di Febbraio 2014, cioè dove ne parlo!).

Qui alcuni appunti sparsi (perché sono dannatamente pigro? Perché non mi pagano per questo??) dei *motivi* per cui una donna preferisce la compagnia gay.

Parlare di sesso in modo sboccato-disinibito. Sì certo, tra donne non ci si fanno problemi; come quelle milf cult in quella serie gayssima scritta da gay per gay e fag-hag che è Sex And The City. E non ditemi che le donne parlano di sesso come Samantha perché è chiaro che Sam è un gay maschio bianco americano. Le donne si fanno confessioni, che spesso considerano trasgressive solo prima di aver conosciuto un gay. Poi ridefiniscono il concetto di “trasgressione”, e si sentono educande. Ma non perdiamoci! Solitamente un gay ha una tale esperienza sul campo a cui una vostra amica – che non sia una prostituta – difficilmente può aspirare.  Ed ecco il bello. Si può dire qualsiasi cosa senza che l’altro possa pensare che siate delle troie o delle svergognate: perché se parli con un emarginato sociale non ti fai problemi: uno che si infila cazzi in bocca non può permettersi di giudicarvi.

Fat Hag. Quando sei una donna ed entri in un locale pieno di uomini che non vogliono fare sesso con te preferisci che sia un problema loro (sono froci), e non un problema tuo (perché non raggiungi il livello basso, molto basso, di scopabilità etero).

Sexual Standby. Qui abbiamo il modello opposto al precedente, la strappona. Ci sono momenti nella vita in cui anche una figa ha voglia di togliersi i tacchi, infilarsi un pigiama e non truccarsi più. No, non parlo della depressione o del matrimonio, ma di momenti in cui anche la più narcisista delle fighe gradisce la compagnia di un ragazzo che non le strappi una risata unicamente perché la vuole sbattere. Il modo più semplice per avere un surrogato di amicizia maschile senza il minimo di tensione sessuale è l’amicizia con un gay. Will&Grace docet.

Anziane chic modello Patty Pravo che pur essendo circondate da gay – per lavoro o vanità-, mantengono un atteggiamento tra il sospetto e la diffidenza. A volte l’età si fa sentire e scappano loro delle scoregge verbali in cui dicono cose che non si dovrebbero neanche pensare in salotti/aperitivi social progressisti, del tipo: domanda: “Anche lui è gay?”, risposta: “no no, lui è normale”; oppure: “ho molti amici gay ma prego che diventino normali”; o ancora: “mi piacciono i gay ma non devono rompere i coglioni con le adozioni“.

Fesciòn Victim modello Circense.Vogliono vestirsi da maschera napoletana e si tengono aggiornate con i froci che oltre ad essere molto sensibili hanno anche molto gusto nel vestire. Infatti. Proprio così, eh. (Questa dittatura del FASCION ha ricadute social-antropologiche anche sui maschi, ahinoi. Presente il risvolto sui pantaloni? ecco, lo hanno deciso i ricchioni.)

Bitches. Ci sono donne che sono così stronze che non riescono a sopportare la presenza di altre donne. Gli uomini ovviamente si dileguano. Gli unici che rimangono sono i teneri, affabili, socialmente integrati e malleabili ricchioni: non manifestano aggressività, sono sempre bene educati, non sporcano e mangiano il giusto.

Ubriacone. Amano bere, e non vogliono essere violentate.

Natalia Aspesi sostiene che quando un uomo dice a una donna di essere femminista lei deve tirarsi su le mutande e scappare via. Ecco, io penso che sia utile fare lo stesso quando una donna vi dice: “Io adoro i gay!”. (Magari le mutande gliele lasciate lì da *adorare*).

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