Gay Cruising 2.0 – Battuage nell’era delle Dating App

Un tempo qui era tutto battuage (perdonate il finto francesismo), cioè: vespasiani, parchi, giardini e boschetti (e in generale ovunque ci sia un tono di verde, vai a capire il perché), spiagge, cinema e parcheggi. Cioè quei non-luoghi che in Italia oggi sono frequentati quasi esclusivamente dalle stesse persone che ci hanno passato la giovinezza negli anni ’60, oggi sono gerontocomi open-air per vecchi barbagianni che pagano giovani zingari. Vi sto parlando di posti per fare sesso—l’avete capito, no?

I battuage in ottima forma esistono ancora, seppur rari, e si trovano al porto di Mykonos, al Montjuic di Barcellona, al Tiergarten Park di Berlino e in altre città che non vogliono perdere il contatto con la tradizione. Posti in cui non portereste persone a cui volete bene.

Sì, un tempo, che Arbasino, Busi, Gide e molti altri conoscono bene, era la norma fare «giochi nei cespugli». E ci si divertiva. Bastava uno sguardo, pare. Si usa ancora l’espressione possedere il Gay-Radar? Oggi più che altro serve a pavoneggarsi con le fag-hag e sostenere di decodificare atteggiamenti di comprovata omosessualità: «Guarda che quello è frocio, te lo dico io, che c’ho il gayradar». Ecco, bastava uno sguardo anche negli anni proibiti pre-Stonewall e pre-metrosexual (di come e quanto gli etero liberal si siano corrotti con la cultura gay ne parlerò tra un secondo) per accoppiarsi al chiaro di luna, con un perfetto estraneo.

Poi qualcosa è cambiato. La società è diventata, la faccio brevissima, sempre più gay-friendly: Madonna, Lady Gaga, Adele, Rihanna, e qualsiasi altra diva-protettrice che ringrazia il cielo ci siano i gay o altrimenti non potrebbe permettersi un contratto discografico vantaggioso, sono diventate le Sante Protettrici dei diritti arcobaleno; uomini eterosessuali discettano di Britney Spears e Lady Gaga; fag-hag con umorismo camp fanno battute imitando l’umorismo dei loro amici gay;  le serie televisive si sono sempre più aperte a tematiche di genere: la stagione 2012-2013 ha il numero più alto di personaggi GLBT e in generale, in televisione come in società, ogni critica più o meno sofisticata agli omosessuali è sconsigliata dal galateo dell’uomo moderno. (Altro che i pantaloni rossi: vi abbiamo rovinato la vita in mille altri modi, cari miei.) Maggiore inclusione e integrazione ha comportato anche meno comportamenti socialmente riprovevoli. Il gay è diventato spendibile in società. Anzi, il gay è diventato La Società!

Posto che i gay hanno uno stile di vita sempre più normalizzato e tendono a fare meno sesso di un tempo (desiderano il matrimonio, la monogamia, etc.), ecco; posto che la contro-profezia che voleva gli etero sempre più simili ai gay si è in realtà ribaltata in gay sempre più simili agli etero, ci siete? Fatte tutte le dovute premesse possiamo dire che il primato dell’attività sessuale occasionale rimane comunque dei froci. Possiamo pur dire, senza sbagliare, che quando un’amica ci dice di ricevere un sacco di cazzi e di propostacce, e di avere un gran da fare con WhatsApp, noi dobbiamo trattenerci dal dirle: ma il numero lo hai dato TU a quella persona, non è uno sconosciuto: ci stai flirtando! Il fenomeno di massa è maschile, ed è prevalentemente gay, poche storie. Tanto dallo stimolare un mercato delle App di smartphone. E qui arriva BEN.

«Puoi vedere i risultati sia in maniera compatta e sintetica, sia in una lista più dettagliata…» è la mia frase preferita del video promo della neonata App-Dating firmata PlanetRomeo.com (sito d’incontri gay tedesco con sede nella liberissima Amsterdam). Nel video un giovane Bear (Ben) è letteralmente all’interno di un App che dovrebbe aiutarlo a trovare il suo Romeo. Ecco l’estensione del battuage! In che modo? Ogni utente registrato al sito compila il proprio profilo con foto, descrizione sia fisica che di gusti sessuali e altri parametri. Un tempo era tutto un: «Ciao, da dove, A/P», oggi c’è il logaritmo a sondare l’archivio, e si dice solo «Ciao!». C’è tutto quel che serve per inserirsi nel database e rendersi disponibili: età, altezza, peso, taglio di capelli, barba, quantità di peli, etc. Ovviamente tutti mentono, in generale più si invecchia più si tende a nascondere l’età; «normale» o «atletico» sono del tutto relativi e soggettivi: se sei 1.70 e pesi 70 kg sei tutto fuorché «snello»; se sei glabro vuol dire che non hai peli sul corpo, e non che sei un sardo che si depila. Di primaria importanza anche le info sul ruolo sessuale: Top vs Bottom e Versatilità. Nel mondo gay 1% è attivo e il 99 è *versatile*, ovvero passivo; e non mancano le misure del cazzo: da S a XXL.

Il sito GayRomeo/PlanetRomeo è nato nel 2002 ed è uno dei pionieri del Sex Dating. L’applicazione invece (con tanto di localizzatore GPS! Ecco l’estensione mediale del Gay-Radar!), è appena nata, ed è la reazione sul mercato al successo dell’App statunitense Grindr.

Cerchiamo di inquadrare bene la faccenda. Lo slogan di PlanetRomeo è: Make friends, get dates, have sex. Là dove fatti un amico non è ambiguo, ma univoco: fattelo è fattelo. Chiaro che non parliamo di burraco, né della parabola da commedia romantica. Nel sito trovate una miriade di uomini che si dividono in due grosse categorie: a) i Sesso-Senza-Complicazioni (là dove per complicazione si intende tutto ciò che non rientri nel: ci vediamo, scopiamo, te ne vai), b) i Sono-Unico-E-Solare-No-Sesso.

Ci sono esseri che pretendono veramente di utilizzare un sito del genere per fare incontri romantici. Eccone un esempio:

«PALESTRATO VERSATILE/PASSIVO 180 PER 78 CERCA VERSATILE/ATTIVO E ATLETICO POSSIBILMENTE PER STORIA SERIA» .

I presupposti per una lunga relazione d’amore ci sono tutti. Non temete, il fenotipo dell’user ve lo faccio un’altra volta. Per ora vi do le coordinate necessarie per capire dove voglio andare a parare. Il sito ha oltre un milione di utenti, di cui la maggioranza sono tedeschi (380.170), seguiti da noi italiani (121.483) e – sorpresa!-, dai Filippini (114.787). Nelle grandi metropoli c’è una saturazione di utenti, per dire: Berlino ne ha 51.053, Parigi ne ha 36.803 e Milano ne ha 17.036. Nei piccoli paesi si fa prima a raggiungere l’Ikea più vicina.

Ogni utente del sito può, grazie al proprio cellulare, individuare la posizione di altri omosessuali nei dintorni in possesso di un moderno smartphone con GPS e connessione internet. (Proprio come accade con Grindr: la più grande rivoluzione nel cruising ai tempi delle App.) So cosa pensate: «E quindi tu accendi il cellulare, lo fai andare nello spazio, lo fai comunicare con altri cellulari, e tutto questo per capire che a cento metri c’è un gay. Non potevi alzare semplicemente lo sguardo?». Forse, ma così è più sistematizzato. Gli avatar con le nostre proiezioni erotiche funzionano e continueranno a funzionare finché saremo così arrapati da spendere tempo a farci delle foto in cui sembriamo più giovani, più sexy, più dotati e le metteremo su un sito per rimorchiare altri utenti fingendo di essere qualcuno che non siamo. È la logica estesa e pervasiva del battuage unita alla costruzione di un’identità virtuale situabile nello spazio. E’ la nuova frontiera del cruising 2.0, Ah, è tutto gratis. La prossima volta che leggete l’ennesimo articolo di costume della giornalista che vi dà lezioni su come flirtare coi maschi, su come si usano le foto, su come si usano le informazioni, diteglielo chiaro, che è una dilettante. E ripetetegli quello che scriveva Aldo Busi: «Che disastro le donne quando si danno all’avanguardia sessuale senza avere alle spalle nessuna retroguardia!»

7 thoughts on “Gay Cruising 2.0 – Battuage nell’era delle Dating App

    • “Cruising for sex, or cruising is the act of walking or driving about a locality in search of a sex partner, usually of the anonymous, casual, one-time variety.[1][2] The term is also used when technology is used to find casual sex, such as using an Internet site or a telephone service” Wikipedia

  1. Pingback: Perché vi piacciono i gay in tv « FRASISFATTE

  2. Pingback: L’uso improprio del corpo delle donne vs uso improprio dell’italiano | FRASISFATTE

  3. Peccato che per certi versi sia tutto falso:
    a – il gay radar è un fenomeno culturale gay, tra l’altro finito in un sacco di romanzi di genere, non vecchiume da sfottere. Ma tu sicuramente sfotti tutto ciò che ha un passato. Cos’è quest’ansia di tritare il vecchio per fare posto al nuovo?
    b – inclusione non è fagocitazione: i gay sono ancora minoranza che la società lo riconosca o no. anzi, la società NON riconosce più le minoranze. Il che è banalmente normale, ma non dipingiamolo almeno come un fenomeno di evoluzione sociale.
    c – L’evoluzione del battuage informatico appiattisce il rapporto umano a una fotografia con il flash. Sono certo che chi s###a con Blndr ed ha abitudini eterosessuali ha lo stessissimo problema. E’ un segno dei tempi, non si può evitare. Oltretutto si riduce la finestra sociale di chi lo fa: non proprio tutti tutti hanno un Iphone, sei tu ad esserne convinto. Ma sei puoi permetterlo -di esserne convinto- è meglio per te, vuol dire che hai una vita per certi versi con delle possibilità.
    d – Questa immagine di gente che si riconosce via cello a dieci metri di distanza, fisicamente funziona certo, ma se la guardi da fuori non è un po’ aberrante?

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