Celebrity Sex Tape

Negli Stati Uniti il sex tape delle celebrità è un fenomeno che dice più sui nostri tempi di quanto non siamo pronti ad ammettere: narcisismo, brama di fama, umiliazione, vendetta, voyeurismo, indignazione, scandalo mediatico, imbarazzo vs mancanza di vergogna.

A proposito del nome: lo continuiamo a chiamare tape in ricordo dei bei tempi, anche se oggi sono tutti file. Era il 1997 e i pionieri neo-sposi Pamela Anderson e l’allora fidanzato Tommy Lee si filmarono in luna di miele: circa 45 minuti di conversazioni mondane e altre cazzate che rendono ancora più reali gli scarsi 8 minuti di sesso. Nasce con loro il sex tape come categoria di autopromozione erotica, almeno nelle intenzioni, e come buzz mediatico in grado di procurare più imbarazzo che contratti pubblicitari. (Non era ancora il momento di convertire le proprie performance sessuali in reality, contratti discografici e merchandising per una industria culturale cinica e smaliziata).

Tutti ne parlavano ma in pochi l’avevano visto, quel video. Non è ben chiaro chi si fosse introdotto nel garage dei due e si portò via la VHS da qualche scatolone polveroso; è difficile pensare che se ne siano fatte molte copie. E’ solo con internet e la progressiva e diffusa democratizzazione all’accesso della rete che i celebrity sex tape sono diventati un genere para-pornografico autonomo. Tutti i filmati dai vintage ai nuovi si trovano facilmente su PornoHub o YouPorn, quello di Pam + Tommy ha i tag: blonde / playboy / drummer / Tommy Lee / Pamela Anderson / Motley Crue / famous / celebrities / model /sextape / actress / big cock / celebrity / tattoos / big tits / blowjob. Se preferite c’è un sito che per meno di 5 dollari vi permette di vedere un pacchetto all’ingrosso di 18 celebrity sex tape.

La lista negli anni si è allungata, e la trovate su wikipedia; quasi tutte meteore e socialite. Fate attenzione però ai fake; esistono siti di sosia di celebrità, cioè una sotto-sotto-categoria che evidentemente risponde alla nostra inesauribile sete di conoscenza. Ma non perdiamoci.

L’estetica del sex tape è cambiata in questi quindici anni. I neo sposi rock si erano filmati con una telecamera portatile a nastro. Il montaggio era “interno”, del tutto amatoriale, nessun editing. La versione che vedo dura circa quindici minuti. Bevono alcol, fanno gite in fuoristrada, poi salgono in barca. E’ un roadtrip movie con brevi intermezzi sessuali. Loro sono nudi per la metà del tempo, inermi, vulnerabili al nostro sguardo indagatore. Com’è che diceva? “In futuro ciascuno avrà 15 minuti di celebrità”; neanche Warhol poteva immaginare che un giorno le celebrità avrebbero avuto quindici minuti per essere persone comuni.

La tecnologia cambia, e così anche i video amatoriali. Come dimostra il video nascosto di Hulk Hogan filmato “a sua insaputa” mentre fa sesso con la moglie di un amico: “Non sapevo dell’esistenza del video, ma di sicuro so che l’intera faccenda sessuale. Non avevo idea che qualcuno mettesse una camera lassù e facesse questo”. Regola numero uno: nessuno sa mai dell’esistenza dei video, o di chi lo faccia circolare in rete. Questo sospende l’incredulità tanto quanto le didascalie dei filmati amatoriali porno online. Abbiamo bisogno di credere sia autentico per godercelo. La ripresa è lontana, periferica, notturna, e ricorda le telecamere di sicurezza, o quelle del Grande Fratello. Per la prima volta guardiamo ma non siamo visti. Nessuno fissa in camera, e questo è rassicurante. I Tag qui sono: Muscle Daddy / Milf / sesso con anziane meteore / chi diavolo è lei?

Nell’archivio c’è anche il filmato del più che generosamente documentato sesso orale a Rick Solomon fatto da Paris Hilton. Il pompino dell’ereditiera in una camera d’albergo – con quel cognome. Buona parte del filmato è girato in visione notturna, il volto di Paris è deformato e mascherato di verde. Potrebbe essere chiunque. E’ lei ma non è più lei. Thomas Fahy nel saggio One Night in Paris (Hilton): Wealth, Celebrity, and the politics of humiliation analizza il sex tape e giunge alla conclusione che:One Night in Paris offre sia la promessa illusoria di scoprire qualcosa di più dietro l’immagine pubblica di Paris Hilton sia il desiderio di vedere qualcuno del suo ceto sociale essere sessualmente umiliato.” In questo caso la detestata Paris è sottomessa da Rick. (Ed è evidente che lei trae più piacere a mostrarsi alla camera che a fare sesso.)

Ma la sua, ehm, carriera (?) non è finita. Non perché non sia mai iniziata sul serio, ma perché questo video è un’estensione di tutto ciò per cui viene ricordata: reality show, linee di profumi, album musicali, e altre attività collaterali. Chiamiamolo l’effetto Kate-Moss: quello per cui se conti un minimo e vieni beccata fare qualcosa di socialmente riprovevole triplichi le entrate; ché il pubblico preferisce stare dalla parte di chi ti assolve piuttosto che da quella dei moralisti. Poi l’abbiamo dimenticata, dopotutto lo diceva anche Carla Bruni: “Ma noi non abbiamo di che tenere la gente per tanto tempo. Lei mi capisce?”.

Sta succedendo lo stesso a Kim Kardashian che prima del sex tape era una frequentatrice impropria di red-carpet e feste, dopo il video la sua popolarità le ha permesso di fare di sé un’imprenditrice nella moda, una produttrice di reality, e un’attrice, per dire. Non sappiamo se durerà, questo dipende da lei. Il suo video col rapper Raj J. è quello più porn-alike, con tanto di soggettiva e sguardo in camera con diverse inquadrature che non lasciano dubbi. Dopo aver visto il video non mi stupisce che Kim abbia avuto un buon feedback dal pubblico.

Siamo così schifosamente curiosi che non ci masturbiamo neppure con questi video: vogliamo solo vederli fare sesso per cultura generale: perché è fico poter spiare così da vicino un attore o un cantante o chiunque sia abbastanza sexy da stimolare la nostra fantasia. Cosa si diranno? Ma parleranno? Come sono nudi? E altre irrinunciabili domande ci spingono allo streaming compulsivo. E forse un po’ ha ragione Thomas Fahy quando dice che troviamo conforto nella politica dell’umiliazione della celebrità.

I sex tape sono diventati anche un metodo gratuito per pubblicizzare qualcosa. Siamo alla fase del: “millanta l’esistenza di un video scandaloso per attirare l’attenzione”. Sì sto parlando del far twittare al giovane Justin Bieber lamentele per aver subito un furto di computer e foto private. Tutti i siti hanno iniziato a fare illazioni su un ipotetico gustoso materiale compromettente del twink da milioni di dollari. E invece niente. Probabilmente era solo una mossa pubblicitaria per una sua canzoncina di merda. Non che ne abbia bisogno: forse era *solo* la lamentela di un ragazzino molto famoso. I sex tape sono un rituale serio, non si può scomodare la nostra attenzione per nulla! Gawker ha spiegato perentoriamente a Bieber la buona educazione: “Next time you cry ‘stolen personal footage,’ have the decency to be naked”.

* Ho copiato e incollato fedele all’originale.

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