Perversioni assecondate. Bologna, Forza Nuova e Gender Bender.

 

La mia piena solidarietà a quei quattro poveretti che questa notte sono andati al Cassero di Bologna per un *coraggiosissimo*: «Blitz notturno contro la Manifestazione Gender Bender». Hanno appeso uno striscione: «Le perversioni vanno curate». Grasse risate tra i commenti Facebook del comunicato di questi cialtroni. Già perché hanno scritto un comunicato Facebook per essere sicuri che i 564 inattivi sostenitori che distrattamente hanno dato il like alla pagina fossero orgogliosi di loro. Per rivendicare un gesto degno di una qualche reazione che non sia l’istintiva, fragorosa, inevitabile risata. In questa pseudo-città non c’è fine al livello di comicità involontaria. Il comunicato è questo:

Il Comune di Bologna e la Regione Emilia Romagna sono i patrocinatori e, insieme colla provincia di Bologna figurano tra i contributori, in ottima compagnia peraltro (Kingdom of Holland, ambasciata d’Israele, cooperativa Adriatica e Fondazione bancaria del Monte), dell’imminente manifestazione Gender Bender che, per chi non lo sapesse, esprime l’attivismo di coloro che si ribellano agli “schemi” tradizionali della dicotomia “maschio-femmina”.

La città che vide, nove secoli fa, la rinascita e lo studio del diritto romano e dove furono inaugurate la scuola dei glossatori e una università che estese l’opera e il pensiero giuridico in tutta Europa, ponendo le basi del diritto
vigente, oggi si ritrova assessorati comunali, provinciali e regionali che confondono il significato del termine “cultura” (da loro ridicolmente rappresentata) con un’altra parola che con la prima condivide solo le prime tre lettere.
In questo clima tragicomico, Forza Nuova invita tutte le persone sane ed oneste a far sentire la propria voce di indignazione contro quest’ennesima offesa, patrocinata e sponsorizzata dalle istituzioni, al buon gusto, alla
cultura vera e alla storia della nostra città.

E soprattutto invita le autorità ecclesiastiche, sempre attente a non urtare la suscettibilità delle comunità ebraiche e dei suoi esponenti , a chiedersi perché l’ambasciata d’Israele –se la notizia riportata dal sito della manifestazione è vera – abbia ufficialmente appoggiato questa kermesse che
offende il sentimento religioso e rappresenta una vera e propria provocazione al mondo cattolico. Potrebbe trovare risposte interessanti.

Forza Nuova Bologna

Ci sono almeno due cose da dire. La prima è che in tempi passati Forza Nuova menava duro, e in alcune città nostalgiche lo fa ancora, mentre qui a Bologna, per digerire i tortellini, quattro gatti megalomani si fanno una passeggiata notturna per appendere striscioni, nell’improbabile intento di criticare eventi culturali inessenziali a cui sarebbero andati quattro gatti. Dopo questa trovata geniale saranno di più: non potevano chiedere di meglio gli organizzatori. Anzi, avrebbero dovuto pensarci prima loro!

La seconda è che i politici GLBT hanno preso questa sciocchezza come fosse una cosa seria, e hanno risposto aggiungendo farsa alla farsa. Per esempio Franco Grillini, responsabile diritti civili Idv, ha dichiarato «quelli da curare sono loro, il loro razzismo, il loro fascismo, la loro omofobia da 4 soldi. E soprattutto scioglierli visto che sono un’organizzazione eversiva», o il commento di Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay: «Arcigay chiede con forza alle istituzioni della Repubblica di intervenire. Questo gesto vigliacco, all’indomani della approvazione della commissione giustizia di un progetto di legge di contrasto a omofobia e transfobia, assume un senso ancora più evidente di disprezzo verso la Democrazia». Molto più efficaci le reazioni di tale Giulia La Nillola Galli, che commenta il comunicato di Forza Nuova su Facebook così: «Se questo è un blitz notturno io che mi alzo di notte per cagare faccio un colpo di stato?», o di Nicola Donati: «Forse parlavano degli otto euro senza consumazione della serata del Tunga XL (serata disco organizzata dal Cassero ndr)», oppure Ale Coipolliciverdimancofossihulk: «Ma poi blitz notturno! ahahahahahah megalomani! avete appeso uno striscione, bravi, stanotte avete dato sfogo a tutta la vostra creatività!».

Ma quali leggi speciali per l’omofobia! Forza Nuova a Bologna non è un problema. Tra gli omosessuali e Forza nuova la minoranza è quest’ultima. Basta aver attraversato Bologna anche solo una volta per accorgersi che è la più gay friendly d’Italia dopo Milano. Forza nuova è una minoranza, e lo dimostrano le foto di presentazione di libri invendibili, promossi con pizzette, patatine e un sacco di sedie vuote. Questo genere di blitz sono come l’ampolla santissima del Po della Lega, un’espressione folcloristica per dare segnali al proprio elettorato. Che è inesistente, qui, poveretti.

Tutto in loro si confonde con le altre minoranze politiche, a cominciare dai manifesti con un tono simile a quello usato dalle mille organizzazioni anarchiche della sinistra antagonista. Anche la retorica è la stessa: «Governo delle Banche», «Contro l’acqua privata», «Monti assassino», per dire. FN si distingue dai fricchettoni dei centri sociali bolognesi perché ai rasta, alla drumm&bass, e alle birkenstock preferisce la testa rasata, il metal e gli anfibi chiodati. E al posto di fingersi protettori dei gay recitano la parte dei difensori della cristianità in modo goffo e ingenuo, riuscendo nella impossibile impresa di dare ragione ai collettivi arcobaleno.

Pochi ma buoni

Cioè si possono criticare Gender Bender per ricevere soldi pubblici -che sono 10.000 euro dal Comune di Bologna e 28.000 euro tra Regione e Provincia -, per manifestazioni di nicchia, a volte sciatte, di nessun interesse collettivo al di fuori dei soliti che frequentano questi luoghi per abitudine.

Perversioni assecondate.

Il Gender Bender è la solita manifestazione frocia che pretende fondi pubblici perché crede nel malinteso che l’arte la deve pagare lo Stato. Scrivevano così in un comunicato lamentoso un anno fa: «L’arte, quella vera, non si discosta mai dall’essere umano che la incarna, poichè essa stessa è la rappresentazione unica dell’interiorità dell’artista». Come non scoppiare a ridere? Là dove per arte incompresa dallo Stato italiano ci sono «I parties di Pussy Galore» e i film pakistani e filippini di registi queer. Transennate i cinema! Saranno queste le perversioni assecondate da Regione, Comune e Provincia?

Ma almeno aspettiamo che sia iniziata la rassegna per fare questo tipo di critiche, ché non siamo mica di Forza Nuova e non vogliamo promuovere gratis uno dei mille eventi marginali di questa città.

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