Non è omofobia. In difesa di Luigi Marattin

Anna Paola Concia vorrebbe spiegare a Marattin perché la frase che ha pubblicato sul suo status Facebook è «Volgare, ma anche omofoba e pericolosa», e aggiunge: «Mi farei qualche domanda sul perché si parla sempre di sesso quando si parla di omosessuali». Brava Paola, fattela e poi datti una risposta; non scoraggiarti.

Paola Concia è quella deputata arcobaleno che eliminerebbe la parola «ricchione» dai film di Vanzina per «poter essere un buon modello positivo per tutti i cittadini» (?), e che vuole leggi speciali per i reati omofobi. La sua posizione non sorprende.

Ma non è lei il problema. Il problema sono quelli che come lei vorrebbero censurare e cancellare ogni tipo di aggressività sociale perché sensibili al galateo politically correct, e vedono omofobia ovunque anche quando non ce n’è, e creano un senso di vittimizzazione e ansia-della-scusa verso i gay. Il buon senso suggerisce che non viviamo in una società barbara dove l’omosessualità è un discrimine negativo e pericoloso per l’incolumità del soggetto. Anzi, a volte può essere un discrimine positivo. (E lo sanno tutti quelli che si occupano di vendita retail). E sempre seguendo il buon senso il significato delle parole di Marattin sono un chiaro e semplice vaffanculo scritto in stile vendoliano.

Prendersela coi gay è comunemente disapprovato. Anche la televisione popolare è gay-friendly: quando una signora indignatissima del pubblico pomeridiano di Barbara D’Urso si alza, prende il microfono e sputa: «Mi fa schifo vedere due gay che si baciano!», la conduttrice le dà della bigotta, e tutti applaudono. Io difendo il suo diritto di essere disgustata!  Personalmente non voglio piacere a tutti (i gay sono ossessionati dall’accettazione eterosessuale), ma voglio piacere alle leggi che mi riguardano in quanto cittadino italiano. In Italia siamo troppo garbati e troppo indietro rispetto ai paesi civili dell’occidente; facciamoci questa di domanda: «Perché difendiamo i gay se poi non siamo disposti a dar loro equiparazioni economiche e sociali come negli altri Paesi da noi tanto stimati?». Indigniamoci di meno e pensiamo di più. Capito Mancuso?

Nel caso specifico Luigi Marattin non è omofobo, e pare abbia risposto a un commento chiaro, limpido, perfetto sulle sue frasi: «Gentile sig. Fiore, esatto, non ho assolutamente intenzione di scusarmi. Il Presidente Vendola ha fatto un’affermazione clamorosamente fuori luogo e non veritiera, e pertanto – sfruttando il fatto di essere su un social network e non in una sede istituzionale – l’ho mandato via a dare il sedere, senza utilizzare parolacce. Avrei fatto la stessa cosa se avesse detto un’inesattezza lei, o avrei accettato di buon grado la stessa cosa se a fare un’affermazione errata fossi stato io. Se invece si tira in ballo l’omosessualità di Vendola, la cosa secondo me diventa molto grave, come ho già spiegato. Perché presuppone che un omosessuale debba, in qualche modo, appartenere ad una categoria “protetta”, in virtù di una disabilità. Io non la penso così».

Mi sembra un’ottima risposta, e mi spiace che l’abbia cancellata. Era ingenua, e ha fatto bene ad eliminarla. Perché gli omosessuali appartengono a una categoria protetta, come ho già scritto. E sono proprio gli eterosessuali ad indignarsi per primi e di più. Tutti offesissimi.

Qui le lezioni sono almeno tre:

1. Facebook e i social media è vero che non sono luoghi ufficiali e istituzionali ma è altresì vero che sono sempre più connessi al giornalismo o para-giornalismo e sono in grado di creare scompensi e, forse, minare il consenso del proprio elettorato.

2. Gli omosessuali non possono essere mandati a fare in culo perché tutti si indignano e Paola Concia ci scrive un post.

3. Questa cosa ci dice più di quanto bravi e pronti siano nella comunicazione di Vendola di quanto siamo un paese anti-omosessuale.

Io penso che una società che ha veramente a cuore le differenze e la libertà individuale deve riuscire a non trasformarsi in talebani al contrario, e fare i conti su questioni serie e su programmi politici che influenzeranno le nostre vite.

Ah e 4. ridiamo di più di noi stessi, e finiamola col piagnisteo.

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4 thoughts on “Non è omofobia. In difesa di Luigi Marattin

  1. Quindi fammi capire. Secondo te in Italia l’omofobia non esiste?
    Se pensi che la televisione italiana sia pro-gay o sei stupido o sei in malafede.
    E che mi dici del fatto che Marattin sia favorevole al “Don’t ask, Don’T tell”
    che ridicolmente attribuisce a Obama?
    L’Italia è un paese di merda per colpa di quelli come te che fanno finta di non vedere.
    Che si tratti di mafia, razzismo, corruzione o omofobia.

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