Barack Obama. Il presidente gay (e la propaganda virale)*

Devo aver toccato il fondo nero e desolato del cinismo ma la risposta di Obamaquesta lettera pubblicata su Facebook, subito virale, della piccola Sophia Bailey Klugh, una bambina di dieci anni che chiede il sostegno di Obama perché a scuola i bambini la deridono (causa aver due papà), mi sembra puro materiale propagandistico. Anzi ottimo, ben scritto, efficace materiale propagandistico. Quel che credete di leggere è: «Quanto amore, autorità, dolcezza, e protezione da un presidente verso una piccola vittima dell’ostilità gratuita in un mondo crudele che lotta per la modernità e l’uguaglianza».

Non ho parole per dire quanto è ingannevole questa lettura ingenua; o forse qualcuna sì. Sorpresi?

In realtà il contenuto dice: «Vedete, il motivo per cui il matrimonio tra le persone dello stesso sesso è giusto è qui, nella risposta a una bambina (future generazioni da educare) che ha bisogno di supporto (educazione liberal)». E implicitamente rispondiamo a tutti i genitori contrari all’equiparazione matrimoniale che usano il solito argomento: «Come lo spiegherò ai miei figli?», ecco come! Con una letterina che può capire anche una bambina di dieci anni, che è il livello minimo di semplificazione, forse un po’ canagliesca, di un dibattito che riguarda il rapporto tra diritti individuali e società, tra identità GLBT ed eterosessuali, tra cattolici e laici. La regola cristiana già usata mesi fa, quando Obama ha appoggiato il matrimonio gay, è risaltata fuori («tratta gli altri come vorresti essere trattato» ) in questa letterina, che ha fatto lacrimare subdolamente molti protettori dei diritti arcobaleno; e dio quanto sono bravi questi americani nella comunicazione non lo dirò mai abbastanza. Punto.

Il 6 Novembre in America non si votava solo per l’elezione del futuro presidente degli Stati Uniti ma anche una miriade di referendum tra cui la legalizzazione della marijuana, il sesso protetto nei film porno, l’abolizione della pena di morte in California, e in quattro stati – Maine, Minnesota, Washington, Maryland -, l’equiparazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso. In tutti e quattro gli stati sono stati approvate le leggi, questo risponde alla domanda di Margaret Talbot sul New Yorker: «E’ l’anno del matrimonio gay?». Direi di sì. Ma è soprattutto l’anno in cui anche gli etero si mobilitano in prima persona. Talbot ha ricordato che in passato «Gli elettori hanno avuto la possibilità di esprimere la loro opinione sul matrimonio omosessuale in trentadue stati sin dai primi anni Novanta, e hanno sempre votato a sfavore».

Ma le cose sono diverse, oggi, rispetto agli anni ’90. I giovani sono sempre più gay friendly e in generale l’opinione pubblica tende a concedere sempre più diritti agli omosessuali. Tanto da avere la prima senatrice lesbica, il CEO Gay, Brad Pitt che foraggia le associazioni pro-matrimonio gay, eccetera. Newsweek aveva già definito Obama in una copertina di Maggio «il primo presidente gay», aveva ragione.

Così quando vediamo Obama festeggiare la sua rielezione, baciare la moglie, le figlie, sapere che tornerà alla Casa Bianca col suo cagnolino ad aspettarlo, pensiamo che questo è esattamente il sogno sempre meno proibito di molti omosessuali.

 

*Vi commuovete per l’ufficio stampa. Perché sono furbi, e sanno fare il loro lavoro.

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One thought on “Barack Obama. Il presidente gay (e la propaganda virale)*

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