Grillini. popolo del web, ma solo quando fa comodo.

 

Capisco la rabbia dei Grillini, ché quando ti augurano di essere pedinato da non uno ma tanti Piero Ricca ti si rovina la serata. Gad Lerner è stato sprezzante; ma come si permette?! Però poi loro, questo «popolo». (perché non è che si può essere omogenei quando fa comodo e poi fare  distinguo quando non conviene più), dicevo, questi Grillini hanno dato di matto e si sono resi indifendibili. (Qui un riassunto in slide),

Democrazia nuova, dicono.

I commenti alla provocazione di Lerner sono stati di tre tipi: l’accusa di non essere un giornalista libero (sei servo, sei pagato, sei protavoce pd), l’accusa di radicalchicchismo (che ci sta, perché nei salotti bene si invitano gli attivisti di moda, anche se Lerner li invita senza successo e non per arredare il salotto ma per conoscerli), e poi insulti sparsi: dal classico «Sei un coglione» all’ancora più classico «Sei un ebreo di merda». Qualcuno, va detto, prende le distanze dalle frasi razziste, ma con scarso appeal. (A chi piace contare, «Ebreo Sionista» 54 like vs chi si dissocia, 14 like)

La mossa politica di sedurre l’elettorato leghista deluso dichiarandosi contro la cittadinanza ai figli degli immigrati è costata al movimento la critica di molti sostenitori. Ma né questo rifiuto alla società multikulti né i commenti razzisti bastano per considerare il movimento un’associazione antisemitica. Semplicemente gli idioti sono ovunque, anche nel movimento che pretende di avere l’esclusiva sulla moralità e l’etica.

Gad Lerner, in realtà, ha osato criticare le regole della democrazia partecipativa, del non partito non politico con il non capo, per la candidatura ai suoi sostenitori: solo i fedelissimi, i primi militanti possono candidarsi per la Camera e per il Senato.

«La TV è un luogo che impedisce il ragionamento». Però loro, i Grillini, son sempre lì. (E pure Grillo non scherza). Nell’economia del discorso politico e di comunicazione del M5S non andare in TV è la mossa vincente su due fronti: a) evitare qualsiasi discussione e contraddittorio e b) proiettarsi nell’opinione pubblica come antagonisti della mala-politica italiana.

E la rete è un luogo di ragionamento? E’ facile idolatrare la rete e il suo popolo con i concetti di «democrazia dal basso» quando esprime senso civico, chiede onestà tra partito ed elettorato,e critica l’uso improprio di fondi pubblici. Ma quando il «popolo della rete» reagisce incivilmente che si fa?

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