Se un ragazzo si impicca con una sciarpa (rosa?)

 

Due giornali, due modi di dare una notizia, due reazioni nel leggerla. La notizia è che un quindicenne si è impiccato. Il quindicenne è gay e non si sa il motivo del suicidio. La Repubblica rimane sorprendentemente più dubitativa e cauta, e dà la notizia sottolineando l’incomprensibilità del tragico gesto. Huffington Post la butta sull’omofobia sin dal titolo: “Omofobia, un ragazzo di 15 anni si impicca, a Roma: i compagni lo prendevano in giro a scuola e sul web”. Per Huffington Post gli sfottò hanno causato la morte di un giovane gay, per La Repubblica un ragazzo è morto e le associazioni omosessuali insinuano che il suicidio sia dovuto all’omofobia subita da compagni e professori.

Inutile dire quale dei due articoli ha riscosso più successo. (Indizio: siamo una società gay-friendly)

Alcune considerazioni per rispondere a chi strumentalizza questa storia per chiedere leggi speciali anti-omofobia:

1. Il solo fatto che il ragazzo fosse gay non significa che il suo gesto sia dovuto alla propria omosessualità o all’omofobia diffusa nel liceo Cavour di Roma. Per ora non si sa.

2. Pare che i compagni lo prendessero in giro perché vestiva di rosa. Quindi? Posto che ognuno si veste come crede e nei limiti del contesto sociale. Ora non si può neppure più render noto che vestirsi di rosa è osceno altrimenti si è omofobi? Dovremmo essere continuamente indulgenti sulle mostruosità fashion di una categoria che da sempre si vanta col mondo di avere gusto? No, credo di no. Meglio iniziare ad avere uno sguardo su di sé fin da giovani. A chi invoca leggi speciali perché un compagno ti fa notare che i pantaloni rosa sono orrendi io dico che non è così che salvi una vita o che responsabilizzi dei quindicenni. Talebani al contrario. Casomai si potrebbe insegnare che se vuoi vestirti di merda, e se ne sei consapevole, non è un grosso problema per la società ma ti devi aspettare qualche risata. E superarla.

3. Esiste internet e non siamo più negli anni in cui essere gay significava sentirsi soli al mondo. Lo ha dimostrato Dan Savage col progetto It Gets Better, progetto online dove il giornalista attivista LGBT ha invitato gli omosessuali a raccontare come la propria vita sia migliorata superato il periodo scolastico. Perché il bullismo americano è roba pesante, e basta aver visto anche solo: Welcome to the Dollhouse di Todd Solondz. Oppure, in alternativa, basta rifugiarsi da Zara o H&M.

4. Non abitiamo in Iran.

5. La pagina Facebook in cui si prende il giro il ragazzo dai pantaloni rosa non è neanche lontanamente bullismo omofobico.  I ragazzini e i bambini sono crudelissimi generalmente. Ma al liceo Cavour non sono dotati di stronzaggine acuta (per quel che ne sappiamo).  Almeno per quanto si legge sulla pagina che secondo alcuni giornali è “responsabile” della morte di una persona.

6. Una professoressa che ti fa notare che mettere lo smalto non è appropriato non è un’aguzzina. Al massimo le si può rispondere che non sono affari suoi. I Goth (i dark) si mettono lo smalto dagli anni ’80. L’opportunità o meno di farlo è una questione individuale e di codice scolastico là dove è espressamente normato un vestiario standard. Poi che gli adolescenti trasgrediscano i codici (emo, goth, e tutte le sottoculture possibili) fa parte del gioco delle parti.

7. Non servono leggi speciali in un paese dove la polizia sta controllando i profili Facebook per “capire se l’ipotesi di reato possa essere quella di istigazione al suicidio. Siamo in una puntata di South Park? Ragazzini che hanno preso in giro un compagno che finiscono in prigione per istigazione al suicidio?

8. Siamo nel XXI secolo, avvisate Roma.

Questa brutta storia è stata etichettata preventivamente come omofobia da un articolo giornalistico. (Abbiamo bisogno di martiri per sostenere con convinzione le nostre scelte politiche). Quel che fa veramente impressione è l’aggressione verbale sui social network diretta a chi, se fosse realmente responsabile del gesto di Davide, non ha certo bisogno di insulti in questo momento.

AGGIORNAMENTO per gli isterici gay-friendly
Intanto, dopo un’intera giornata a sputtanare e sputar insulti anti-omofobia, ecco che Anna Paola Concia, non certo “una fascista”, fa sapere che “La pagina su Facebook era una pagina costruita insieme a lui”, e che: “Il ragazzo aveva oggettivamente dei problemi familiari; purtroppo le ragioni profonde di questo suo gesto estremo le conosce solo lui”. 

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20 thoughts on “Se un ragazzo si impicca con una sciarpa (rosa?)

  1. Dubbio questo tuo commento. Sono anche io per andare coi piedi di piombo e da tempo combatto contro i POST a sensazione che su FaceBook si scrivono per richiamare visite ( e pay-per-click = incassi pubblicitari ), ma qualche tua affermazione mi fa domandarti : hai mai preso in giro un omosessuale o un diverso ?

  2. Complimenti. Quando leggo cose come queste tutto appare molto più chiaro: IL GENERE UMANO HA FALLITO. E tu…sì tu…sei un esempio della merda che ha soffocato l’umanità.

  3. fortunatamente essere omosessuale non significa essere ipocrita come chi ha commentato questo articolo. sono omosessuale, come tutti sono stata presa in giro nella mia vita per un motivo o per l’altro e non l’ho mai reputato nemmeno lontanamente un motivo per suicidarmi, altrimenti la metà della popolazione morirebbe alle medie tra apparecchi, occhiali, brufoli, omosessualità, vestiario e altre cose.

  4. sento tanto odor di omosessuale represso che a difereenza di questo ragazzo non ha avuto il coraggio di farla finita finendo per essere un povero omofobo reietto dalla società e represso sessualmente. a differenza dei commenti sopra , detto questo a me fai tanta tantissima pena e compassione ❤

  5. dovresti informarti un po prima di calare affermazioni gratuite. Non aggiungo altro ai commenti che hai già raccolto .
    te li sei meritati tutti!!

  6. e questa è la differenza tra un blogger e un giornalista.. non avevi nulla di intelligente da dire e, nonostante questo, hai scritto comunque; se volevi essere provocatorio non ci sei riuscito, hai solo calpestato la memoria di un ragazzo che è morto

  7. La notizia è che un 15enne si è impiccato. Non che un 15enne gay si è impiccato, questo lo hanno scritto i giornali. Ti lamenti, giustissimamente, che abbiano stabilito le cause della sua morte così, a distanza di nemmeno un giorno basandosi sul sensazionalismo (ipocrita e deprecabilissimo) ma poi mi pare che anche tu non porti il tuo ragionamento fino in fondo. Poi quel “categoria” affibbiato agli omosessuali mi sa proprio di una persona dalla mentalità non troppo aperta e probabilmente non ci hanno visto male qui sopra di me a darti dell’omofobo…Cmq in linea generale hai ragioen. Dovrebbero tacere almeno davanti alla morte di un ragazzino. Siamo davvero ammalati di sensazionalismo…

      • Si? Persone ci mettono anni (e poi a quell’età non ci vuole una laurea per capire che si può non avere le idee chiare anche relativamente alla sessualità) ma i giornali subito hanno decretato che fosse gay. Giornalettismo oggi ha fatto girare post in cui linkavano la pagina facebook in cui veniva preso di mira (forse) e la commentava dicendo “un ragazzo è morto per questo”…Io spero partano molte querele da parte della famiglia del ragazzo verso questi schifosi sciacalli.

  8. Intervento interessante, che denota una figura internettiana abbastanza tipica, quella che cerca di giustificare a priori le sue cavolate con una maschera da “politically uncorrect”. Ricordate, mai fidarsi di chi si autodefinisce tale. In genere è una persona che non sa argomentare ma fa finta di saper motivare i suoi pregiudizi.

  9. Leggo troppe parole di circostanza nei commenti.
    Seppur sia travisabile e sostanzialmente poco corretto questo articolo, si tratta pur sempre di un parere dato da chi l’ha scritto. Vedo facile pontificare contro.
    Al contrario gli “appunti” veri contro il bloggher sono scarsini…

  10. per me questo articolo è ineccepibile, sottolinea semplicemente un ennesimo esempio di strumentalizzazione giornalistica….l’astio di chi ha commentato non lo comprendo, argomentatelo! a parte questo, il fatto che essere gay raccolga più “compassione” delle masse rispetto ad altri fattori di importanza paragonabile (non so, avere i capelli biondi piuttosto che essere vegetariani etc …), dimostra che siamo lontani dall’aver superato le discriminazioni. La legge contro l’omofobia probabilmente andava a discriminare i gay: perché non facciamo allora la legge contro la comunistifobia, la fascifobia, la juventinifobia, la motociclistifobia? Credo fosse questo il punto di vista dell’autore, che ovviamente è stato travisato alla grande
    Nel caso del ragazzino, è stato fastidioso come i giornalisti abbiano affibbiato responsabilità a destra e a manca alla cazzo di cane, costruendo tutta un’impalcatura attorno alla sua sessualità; tutto ciò è estremamente irrispettoso e trovo poco obbiettivo e superficiale passarci sopra e prendersela con questo articolo.

  11. Pingback: La crocifissione in rosa : eschaton

  12. Finalmente qualcuno che scrive le cose chiare. Il ragazzo suicida è stato eletto a martire, quando in realtà non sono nemmeno chiare la circostanze. Ormai ci vogliono talmente infarciti di buonismo da farci spegnere il cervello di fronte alla realtà oggettiva: mancano dati sufficienti per bollare il fatto come un’istigazione al suicidio causata da un clima omofobo.

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