Il James Bond di Skyfall gay? Mica lo vogliamo sul serio.

 

Che fatica essere gay, dirà qualcuno. Ma ancora di più che fatica essere eterosessuali, dico io. Un agente segreto può inseguire con una Honda CRF 250R un pericoloso assassino  sui tetti del Grande Bazar di Istanbul, scazzottarsi sul tetto di un treno in corsa e farsi sparare; passare il tempo con una donna con cui fa tanto sesso ma che rimane sempre nell’ombra (ché il corpo da vedere non è mica quello di lei); passare quindi le serate a sfidare bevitori in un bar a colpi di chupitos e scorpioni sul braccio; sedurre donne con un solo sguardo da un grattacielo all’altro, eccetera, eccetera. Non vale nulla, tutto viene messo in crisi da pochi secondi, in una scena, volutamente ambigua, dal coefficiente erotico pari allo 0%. Il cattivo di turno, un finto biondo e autentico spietato “Silva”, interpretato dal Sogno-Erotico-Femminile-Javier-Bardem, mette in crisi il concetto di mascolinità eterosessuale. Ancora.

Ovviamente è tutta una malizia giornalistica. Hanno definito lo 007 di Skyfall bisessuale e gay, come se fosse anche solo per una frazione di secondo interessato sessualmente a Silva/Bardem. Tutta colpa del marito di Penelope Cruz che  nella scena omoerotica tocca cosce e pettorali di Bond e pare trattenere un’energia sessuale inespressa e latente. Come leggere, dunque, l’ironica frase di Bond: «Cosa ti fa pensare che sia la prima volta, per me?». Un preludio al prossimo 007 omosessuale? No. Ora ve lo spiego, ma prima vi do un paio di indizi.

Ho conosciuto un ragazzo etero che quando ha saputo che ero gay ha iniziato subito a flirtare: «I miei amici gay dicono che non dovrei succhiare un Chupa Chups in pubblico, perché potrei dare il segnale sbagliato», mi dice. Io gli faccio presente che è l’unico – non più  adolescente – al mondo a comprarli, e che può stare tranquillo, nessuno penserebbe mai che lui è gay. (Non che i gay vadano in giro a succhiare Chupa Chups). E infatti non lo sembra per nulla, gay, perché non lo è. Ma poi ho capito. Quel che voleva fare, come ogni etero consapevole del proprio capitale erotico e con buona dose di narcisismo, era stimolare il mio desiderio nei suoi confronti. Non perché fosse minimamente interessato a me, ma solo perché a sempre più smaliziati maschi etero va di sentirsi osservati e desiderati; anche da altri maschi. Ora capita che io lo provoco sessualmente e lui mi risponde fingendo complicità. Primo indizio: l’intimidazione sessuale a qualcuno piace! Ma tutti noi lettori di Gide, Arbasino e con esperienze minime di mondo, sappiamo che sono proprio i più gayfriendly a impedire qualsiasi concreta possibilità di… Tra gli eterosessuali svedesi e tra quelli marocchini si sa con chi c’è qualche minima opportunità: non sprecate tempo!

Secondo indizio. Ultimamente ho avuto una discussione con Aurelio Mancuso sull’involontario omoerotismo nel Rugby. Lui sosteneva che ciò che in gergo si chiama “mischia”, sia un momento di omoerotismo sublimato nel gioco. Come a dire: fortuna che stiamo giocando così possiamo anche “finalmente” toccarci. Una “gangbang” sul campo. Ovviamente questo è il tipico desiderio omosessuale di fronte a uno spettacolo di forza e a corpi muscolari in tensione. La mischia rugby è la matrice originale degli infiniti replicanti nella sezione musclebear di YouPorn. Da “mischia” a “maschie”. La differenza sta nei codici: nei movimenti del corpo, nel tono della voce, etc. E nello sguardo dello spettatore.

D’altra parte l’altro problema è che i gay pensano che tutti siano gay. (Colpa di un radar sopravvalutato). Ma vi svelo un segreto: non lo vorrebbero sul serio. Quel che in realtà desiderano è un etero che sia ben disposto al sesso ma che rimanga etero, perché di gay ce ne sono già tanti e di solito preferiamo entrare nella stanza dei maschi. Ma appunto: quali maschi? I saggisti americani ci stanno ripetendo da anni che la mascolinità è in crisi, gli attivisti queer da sempre combattono la doppietta dicotomica maschile vs femminile, e in Svezia gli asili nido sono no-gender per far giocare con le bambole i maschi e le femmine con le macchinine – se lo desiderano. Ci dichiareremo tutti più queer come l’attore Ezra Miller? Rimane il dubbio. Non conosco eterosessuali ossessionati dalla mascolinità quanto gli omosessuali,  vittime eterne della “Clone Culture”, e questo per un semplice motivo: non hanno bisogno di dimostrare nulla. Per loro, semmai, è importante non essere gay; autentico turn off per rimorchiare donne.

Torniamo a Bond. Il fatto è che sullo schermo la sua carica sessuale è dovuta proprio al fatto di non essere gay ma metrosexual, ancor prima che se ne inventasse la parola. Il suo corpo atletico, i suoi abiti curati, il continuo guardarsi allo specchio: non gli importa nulla di essere maschio: lo è. E il dubbio di una bisessualità è sia una paura che desiderio frustrato: perché non verrà mai appagato durante tutto il film.

Uno degli sceneggiatori di “Skyfall”, John Logan, ha commentato così la scena in questione: “Abbiamo pensato che avremmo messo a disagio gli spettatori con un’intimidazione sessuale in una delle tante scene “gatto e topo” tra Silva e Bond. Abbiamo giocato la carta omoerotica seguendo il sottotesto sessuale di personaggi come Scaramanga in “L’uomo dalla pistola d’oro””. Ingenui, quale disagio!

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