Titolo: Un giorno, per caso [una commedia romantica]

[avviso, tutto questo è frutto della mia fantasia. Ma riguarda un’idea su un articolo di più ampia portata sul rapporto tra cinema etero e  spettatore, e sul modo in cui i film influenzano la nostra reazione sociale. Ma è un’intuizione per ora]

Sottotitolo: Non ci sono abbastanza commedie romantiche in cui un gay può immedesimarsi

In una scena di quel bel film contro le convenzioni sociali che è “Millenium – Uomini che odiano le donne”, l’assassino, un serial killer mooolto disturbato, fa presente alla sua vittima, il bel Daniel Craig, una grande verità: se avesse assecondato il suo istinto non sarebbe ritornato lì, in quella casa-trappola, a farsi smembrare. E invece. E invece il rischio di sembrar maleducato nel rifiutare l’invito del killer lo ha messo in una situazione *scomoda*. Ecco, non che io l’abbia fatto per convenzione, anzi, tutt’altro, ma il mio istinto diceva di non farlo. Cioè: «non guardare la pagina Facebook di quell’Altro, che ti frega?». Ma tu ignori la saggia voce e guardi, e vedi *tutto*, perché quella testolina ossigenata non ha la decenza di limitare le visualizzazioni dei propri post, e quindi bum, vedi T U T T O. Vedi che era con Lui, vedi che gli ha regalato dei fiori e “mi sono svegliato con una dolce sorpresa” [voci indecifrabili, colpi di tosse, sirena dell’ambulanza], vedi tante cose. Cose che preferivi non vedere: o no? [montaggio didascalico con incidente automobilistico e folla che osserva con orrore la scena tra le fessure delle proprie dita]. E qual è la reazione nel constatare che l’Altro è più giovane e più figo, e ci mancherebbe altro, di te che ci manca poco che ti spalmi la Somatoline sulla pancia prima di andare a letto e immergi la testa nella Crescina, nella speranza che funzioni? (Ma non funziona, non funziona mai). Rimanere calmo!

E allora sei lì sul divano, con la coperta scozzese e il gatto sulle ginocchia,  e mangi una fetta di Veneziana guardando un film romantico eterosessuale. Un film di quando George Clooney non conosceva il lago di Como né  il caffè e non era brizzolato. Si chiama “Un giorno per caso”, è del ’96, ed è sull’incontro-scontro tra due divorziati: il bello scapolo, cazzone, e seduttore Clooney e la bella Pfeiffer, freak control che dice ai taxisti quali strade prendere—e ha una borsa da far invidia alla Poppins. E niente, hanno due figli, un maschietto lei, e una femminuccia lui, e due carriere da salvare in una giornata grazie all’aiuto reciproco. Si incontrano e si detestano, ma [musica romantica] si attraggono e finiranno per stare insieme. E penso: prima dei matrimoni gay bisognerà costruire tutta una serie di commedie romantiche per omosessuali, che funzionino altrettanto bene, e il fatto che non ne esistano – e che le esistenti siano la brutta copia dei Sorkin e delle Ephron – dà già il senso dell’unicità di quel tipo di relazione lì. Sì perché quella monogamia, quello scontro scintillante tra sessi opposti e diversi, e tutta la caratterizzazione che ne segue, non si può fare tra due gay. Cioè, è sempre lo stesso problema, se sei frocio non ci sono film in cui immedesimarti e bisogna piangere e ridere su queste storielle qui, magari aggiornate ai nostri anni, ma pur sempre roba che non regge il confronto.

Anche sul tradimento, concetto già di per sé eterosessualissimo, e su cui un giorno mi interrogherò bene ma non oggi, ci sono reazioni che io sento proprio lontane. Prendiamo “L’ultimo Bacio” di Muccino. Giovanna Mezzogiorno urla isterica in piano sequenza per un bacio del marito a un’altra, ed è pronta a crescere il figlio da sola pur di non vederlo mai più, quel marito di merda. Questa la reazione femminile, e quella maschile?In “Closer” di Nichols c’è  quella scena in cui Clive Owen, con le luci cosmetiche chiaroscurali giuste per il personaggio sexy dell’uomo duro, quando scopre che Julia Roberts lo ha tradito con l’altro vuole sapere – masochisticamente- T U T T O. E quanta rabbia nel mandarla a fanculo, poi.

Ecco: non che con le relazioni aperte non ci sia gelosia o non ci si incazzi, per carità. Siam cresciuti con quei film lì, e quei libri lì e, insomma, ci vuole un po’ di immaginazione per una reazione che non sia tutta lanci di stoviglie o urla strozzate. Clint Eastwood e il Cinese ci hanno provano con Jimmi Edgar e Brokeback Mountain, ma era la brutta copia della relazione etero: un grottesco inganno.

Però, però, però, per quanto comprensivo e di mondo io possa sembrare, c’erano poche regole, semplici, da rispettare anche nella mia relazione. E la relazione parallela diciamo che è una grossa violazione. E quindi, si può sapere perché ricevo ancora sms piagnucolanti per dirmi che mi ama? [titoli di coda, pochi nomi, musica drammatica]

 

Aggiornamento: I più attenti si saranno resi conto che questa può somigliare a quella sfuriata sceneggiata da Aaron Sorkin in Social Network, quando Mark Zuckerberg inveisce su di Lei dopo essere stato rifiutato. Ebbene: non c’è rancore qui, non è uguale.

Notes on a Scandal

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One thought on “Titolo: Un giorno, per caso [una commedia romantica]

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