I vincitori del Golden Globe e il coming out di Jodie Foster

Esiste qualcosa di più autoreferenziale delle premiazioni? Se vi siete mai chiesti a cosa servano non avete visto il Golden Globe 2013. Probabilmente qui non troverete neppure la risposta. Partiamo dalle simpatiche Tina Fey e Amy Poehler che nel monologo di apertura hanno  proposto ai colleghi un gioco che consiste nel bere ogni volta che: si vede qualcuno distrarsi da ciò che si dice sul palco; si sente dire «non ho preparato nulla»; un’attrice scoppia in lacrime durante il discorso di ringraziamento; Meggie Smith vince, e così via. Glenn Close ha finto di essere già ubriaca.  Solitamente in questi show trovo il momento dei premi il più noioso. (Per dare il senso dell’inutilità di tutti i premi basta vedere a chi hanno dato il premio come miglior attrice, qui* sotto il resto).

Ma soprattutto questo Golden Globe verrà ricordato come il momento in cui Jodie Foster ha fatto coming out, ufficialmente, di fronte ai colleghi di una vita, in occasione della premiazione alla carriera — concorderete con me che funziona meglio di una conferenza stampa! Ho già detto quanto gay siano questi nostri anni? Avvisate, vi prego, le Femen che urlano seminude “Shut up homophobe” sotto il balconcino di un poco impressionabile Papa. “In gay we trust”, hanno scritto sulla pelle, c’è da chiedersi chi crede nelle Femen, ma lo faremo un’altra volta.

Dopo il coming out bisessuale di Frank Ocean e Azealia Banks nel *terribile* e *omofobo* mondo musicale hip hop, dopo quello televisivo del giornalista Anderson Cooper e dell’attore di Big Bang Theory, che interpreta l’asessuato Sheldon Cooper, Jim Parson , dopo quello di Ezra Miller che si dice addirittura queer, e dopo Facebook catene retailer scandinave e presidente gay friendly, anche Jodie Foster ha ammesso pubblicamente la propria omosessualità. Julianne Moore probabilmente si sarà seduta vicino a lei dopo la *rivelazione*. I tempi erano maturi. Non c’era neppure bisogno che lo dicesse: «Ho fatto il mio coming-out tanti anni fa, all’età della pietra. Ma allora era diverso, una ragazza poteva dire certe cose a chi le stava vicino e le voleva bene, un po’ alla volta; prima alla famiglia, agli amici più cari, poi ai colleghi. Oggi è diverso… mi dicono che ogni celebrità deve parlare della propria vita privata con una conferenza stampa o un reality show».  Mel Gibson era l‘unico a mostrare un vago interesse misto a stupore. (Mentre pensavo a questo pezzo, seduta di fronte a me, avevo una ragazza dai capelli lunghi, ricci, niente balsamo. Indosso aveva degli scarponcini caterpillar e un marsupio sul davanti. Del maglione non voglio parlare, e neanche delle chiavi appese ai jeans. Sul tavolo evita una vecchia edizione di Vanity Fair e le preferisce Montagne 360°. Non mi viene in mente nessun coming out più evidente di questo. Forse quello di Jodie Foster, in ritardo, ai Golden Globe? No, neanche.)

Alla fine Jodie, emozionata,  ha concluso pronunciando l’epitaffio da scolpire sulla tomba di Mark Zuckerberg: «Privacy. Un giorno nel futuro le persone si guarderanno indietro e si ricorderanno di quanto bella fosse».

*Se proprio non potete farne a meno.

Miglior serie drama
Homeland (Showtime)
Breaking Bad (Amc)
Boardwalk Empire (Hbo)
Downton Abbey (Itv)
The Newsroom (Hbo)
Miglior serie comedy o musical
Girls (Hbo)
The Big Bang Theory (Cbs)
Episodes (Showtime)
Modern Family (Abc)
Smash (Nbc)
Miglior film-tv o miniserie
Game Change (Hbo)
The Girl (Hbo)
Hatfields & McCoys (History Channel)
The Hour (Bbc)
Politica Animals (Usa Network)
Miglior attore per una serie drama
Damian Lewis, per il ruolo di Nicholas Brody in “Homeland” (Showtime)
Steve Buscemi, per il ruolo di Enoch “Nucky” Thompson in “Boardwalk Empire” (Hbo)
Bryan Cranston, per il ruolo di Walter White in “Breaking Bad” (Amc)
Jeff Daniels, per il ruolo di Will McAvoy in “The Newsroom” (Hbo)
Jon Hamm, per il ruolo di Don Draper in “Mad Men” (Amc)

Miglior attrice di una serie drama
Claire Danes, per il ruolo di Carrie Mathison in “Homeland” (Showtime)
Connie Britton, per il ruolo di Rayna Jaymes in “Nashville” (Abc)
Glenn Close, per il ruolo di Patty Hewes in “Damages” (Direct Tv)
Michelle Dockery, per il ruolo di Lady Mary in “Downton Abbey” (Itv)
Julianna Margulies, per il ruolo di Alicia Florrick in “The Good Wife” (Cbs)

Miglior attore di una serie comedy o musical
Don Cheadle, per il ruolo di Marty Kaan in “House of lies” (Showtime)
Alec Baldwin, per il ruolo di Jack Donaghy in “30 Rock” (Nbc)

Louis C.K., per il ruolo di Louie in “Louie” (Fx)
Matt LeBlanc, per il ruolo di sè stesso in “Episodes” (Showtime)
Jim Parsons, per il ruolo di Sheldon Cooper in “The Big Bang Theory” (Cbs)

Miglior attrice di una serie comedy o musical
Lena Dunham, per il ruolo di Hannah Horvath in “Girls” (Hbo)
Tina Fey, per il ruolo di Liz Lemon in “30 Rock” (Nbc)
Zooey Deschanel, per il ruolo di Jess Day in “New Girl” (Fox)
Julia Louis-Dreyfus, per il ruolo di Selina Meyer in “Veep” (Hbo)
Amy Poehler, per il ruolo di Leslie Knope in “Parks and recreation” (Nbc)

Miglior attore non protagonista di una serie, film-tv o miniserie
Ed Harris, per il ruolo di John McCain in “Game Change” (Hbo)
Max Greenfield, per il ruolo di Schmidt in “New Girl” (Fox)
Danny Huston, per il ruolo di Ben “The Butcher” Diamond in “Magic City” (Starz)
Mandy Patinkin, per il ruolo di Saul Berenson in “Homeland” (Showtime)
Eric Stonestreet, per il ruolo di Cameron Tucker in “Modern Family” (Abc)

Miglior attrice non protagonista di una serie, film-tv o miniserie
Maggie Smith, per il ruolo di Lady Violet in “Downton Abbey” (Itv)
Hayden Panettiere, per il ruolo di Juliette Barnes in “Nashville” (Abc)
Archie Panjabi, per il ruolo di Kalinda Sharma in “The Good Wife” (Cbs)
Sarah Paulson, per il ruolo di Lana Winters in “American Horror Story: Asylum” (Fx)
Sofia Vergara, per il ruolo di Gloria Pritchett in “Modern Family” (Abc)

Miglior attore per un film-tv o miniserie
Kevin Costner, per il ruolo di William Anderson “Devil Anse” Hatfield in Hatfields & McCoys (History Channel)
Benedict Cumberbatch, per il ruolo di Sherlock Holmes in “Sherlock” (Bbc)
Woody Harrelson, per il ruolo di Steve Schmidt in “Game Change” (Hbo)
Toby Jones, per il ruolo di Alfred Hitchcock in “The Girl” (Hbo)
Clive Owen, per il ruolo di Ernest Hemingway in “Hemingway & Gellhorn” (Hbo)

Miglior attrice per un film-tv o miniserie
Julianne Moore per il ruolo di Sarah Palin in “Game Change” (Hbo)
Nicole Kidman, per il ruolo di Martha Gellhorn in “Hemingway & Gellhorn” (Hbo)
Jessica Lange, per il ruolo di Sister Jude in “American Horror Story: Asylum” (Fx)
Sienna Miller, per il ruolo di Tippi Hedren in “The Girl” (Hbo)
Sigourney Weaver, per il ruolo di Elaine Barrish in “Political Animals” (Usa Network)

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