«Mamma mamma me lo compri?» «No.» «E se divento gay?» «Dopo vediamo»

Uno si trova nelle pinete della Versilia tutto affaccendato, circondato da germani reali, aironi, trampolieri, gabbiani, anatre e cormorani, e magari con troppo alcol in corpo dopo una serata impegnativa per eleggere Miss Drag, uno si trova, dicevo, in questa situazione, e sente l’impeto di candidarsi nelle liste “società civile” di Mario Monti. (Ma perché?#1). È così che immagino Alessio De Giorgi, ex-candidato alla lista civica di Monti dopo che gli avversari politici (Libero quotidiano, Il Giornale) hanno googlato le foto in cui il neocandidato posa con La Wanda Gastrica e hanno scoperto che è socio di 3 siti porno, di 1 escort, e che ha diversi problemi legali a proprio carico. Non proprio un caso esemplare per Sobrio&Lindo. Così ci scrivono articoli prendendoti per il culo, perché siamo in campagna elettorale e lo stile dei giornali di destra è particolarmente feroce. E tu, amministratore di un sito  come Gay.it, parli di “tritacarne mediatico” facendo la vittima (Ma perché?#2), ruolo che avremmo preferito lasciare a Berlusconi. POI, finalmente, capisci (?) che ti devi ritirare, al contempo oscuri i tuoi siti (ma perché?#3) per non danneggiare Monti (!?). Ora: Vladimir Luxuria ha avuto qualche problema di accesso al bagno femminile ma ha votato leggi in Parlamento, e andava bene perché aveva scelto un partito che non subiva facili imbarazzi e la spalleggiava. E poi perché lei sapeva portare bene i panni, sporchi o puliti che fossero. Ma di te, che hai tentato senza successo la via neo-democristiana, prima con Renzi poi con Monti, si può sapere perché dovrebbe fregarcene qualcosa? Solo perché sei gay?!

Il punto è che il curriculum di questa società civile non supererebbe neanche la selezione candidati da McDonald’s e che sarebbe bellissima un’Italia in cui ognuno può candidare omosessuali e fare aperture sui diritti individuali anche a destra, ma non sulla base dell’orientamento sessuale del candidato ma sul concetto evanescente di merito.

Capisco che ogni partito stia facendo la lista della spesa, e i voti dei gay servono a vincere le elezioni come tutti gli altri. Ma che i gay credano a Berlusconi che nicchia in radio pro-unioni civili («Se si ha una maggioranza che consente di cambiare il codice civile»),o a Monti che tentenna in Tv («i Parlamenti possono trovare” strumenti “per altre forme di convivenze») salvo ammettere onestamente che:«Il mio pensiero è che la famiglia debba essere costituita da un uomo ed una donna», di che ti potrai mai stupire Alessio De Giorgi se non ti difende nessuno dal partito alleato a Casini e Fini?

Tutti rimandano al voto in Parlamento, tutti che chiedono “convergenze”, tutti che auspicano “consenso trasversale”, mai avuto fin ora.  Trovo illusorio e offensivo non tanto che tutti promettano in campagna elettorale ai gay diritti semi-impossibili, ma che ci si aspetti grandi aperture progressiste da tali dichiarazioni. Come credere alla mamma che dice: «dopo vediamo» al figlio che le chiede, per l’ennesima volta, qualcosa che non avrà mai.

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