Perché vi piacciono i gay in tv

Ieri sera, mercoledì 23 Gennaio, era la serata del gay. Su Canale Cinque c’era Extreme Makeover HOMO EDITION. Tutti gay e lesbiche.  È lo spin off del  format statunitense,Extreme Makeover, che da anni va in onda sulla tv satellitare, dove ti rifanno la faccia gratis perché sei indigente e non puoi permetterti spese per la rinoplastica o per il dentista. Nella versione Home Edition, che poi sarebbe Homo, a essere ristrutturata è la casa e di riflesso la vita della famiglia che la abita.  La Marcuzzi non è la conduttrice ma la team leader responsabile di costruire case in cartongesso al limite dell’abusivismo edilizio, con piscina e accorgimenti tecnici per i figli disabili della fortunata famiglia makeoverizzata. Si piange molto e si fa comunità: l’obiettivo è dare la possibilità di ricominciare una vita a chi ha perso le speranze in un momento di decrescita e di crisi economica. In più ci sono tutti gli elementi serializzati costitutivi del format: il montaggio con le interviste-confessioni, la costruzione della casa, gli esperti bear (gay) che spiegano come vivere meglio, il momento di “spostare il bus” dalla costruzione, cioè quello in cui si scopre il risultato. Poi ci si commuove tutti insieme scoprendo i gadget, gli infissi, la nuova planimetria della rinnovata vita domestica. I gay qui interpretano la parte di aiutanti, e vengono riconosciuti solo dagli spettatori smaliziati. Nel frattempo, su la7, Daria fica gelida Bignardi strepita per l’ospite d’onore: Tiziano Ferro.

Tiziano Ferro da Bignardi è un capolavoro di desessualizzazione, come dicono quelli che parlano in modo bizzarro. La parte che ci interessa inizia dopo i primi cinque minuti, cioè quando Bignardi chiede, come la migliore delle Fag Hag «Cosa ti è successo quest’autunno»; che per i due o tre che non lo sapessero è il periodo in cui Tiziano Ferro ha avuto una depressione causata da questioni d’amore—se cercate Tiziano Ferro su Google escono 110.000 pagine sull’argomento.

«Quest’anno non mi hanno fatto parlare d’altro che l’amore è una cosa semplice, infatti semplicemente inizia e semplicemente finisce». Ferro ha ripetuto che è monogamo, fedelissimo, e che piange l’ex che lo ha mollato senza spiegazioni; che l’omosessualità è amore vero cioè come quello eterosessuale. Questo per dire che se invece non fosse stato monogamo avrebbe ceduto all’idea comune del gay promiscuo: quindi a un amore di serie b, meno autentico perché diverso da quello etero. La normalizzazione della sessualità non l’ha inventata Ferro che non ha intenzione/necessità di trasgredire una tradizione televisiva nazionalpopolare che ammette l’omosessuale solo come copia dell’etero. Dopotutto se Proust ha scritto le più belle pagine d’amore pur eccitandosi nelle camere d’albergo, pagando paggetti, con strani rituali a base di topi e cannibalismo, come scrive William C. Carter in Proust in Love, direi che Tiziano Ferro può dire e fare quello che gli pare. E lo fa.

Ferro tocca tutti gli argomenti delle commedie romantiche. Dice che innamorarsi è bellissimo: «è la prima volta che mi sono innamorato». Dice che quando le cose finiscono è perché ci sono meno opportunità per una coppia gay di legami più fondanti come il matrimonio e i figli. Si confida con la madre la quale ha pena per lui perché non avendo la possibilità di mettere su famiglia ha anche meno occasioni di lottare per non perderla. Poi spiega che anche se lui al momento non ha intenzione di sposarsi gli piace la libertà di poterlo fare. E’ il Tiziano Ferro più efficace in retorica arcobaleno di cento Paola concia e mille Aurelio Mancuso: non importa se voglio farlo, ma voglio poterlo fare perché è una libertà individuale. Chiaro.

Poi canta una canzone con le parolacce nel testo. E niente, Daria tira fuori Grindr per fare l’emancipata, lui dice di non saper usare i cellulari ma quando gli  mettono in mano lo smartphone smanetta i profili più improbabili. Perché i suoi amici hanno tutti questa sex app che ormai la usano in minoranza per scopare e la maggioranza per chattare. Appunto: niente sesso.

Perché vi piace tanto il gay in tv? È l’ amico che ogni fag hag vorrebbe per lamentarsi del fidanzato. Tiziano Ferro è esattamente l’esempio di ciò che Baz Dreisinger definisce “safe eroticism” che potremmo tradurre con eroticismo riparato, inoffensivo. La caratteristica principe di ogni omosessuale per piacere allo spettatore etero, la condizione d’esistenza per poter essere accettato come interlocutore, è quella di non essere in alcun modo offensivo o aggressivo sessualmente. L’amico delle fag hag, cioè le donne a cui piacciono i gay, è il confidente, quello che ti capisce, quello che sa parlare d’amore. Figurarsi se canta!

2 thoughts on “Perché vi piacciono i gay in tv

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