Adriano Celentano e Beppe Grillo, baci mortali

Ci sono i pensionati con un’opinione su tutto, li trovate al bar, in piazza, o nei filmati di Floris, a volte cantano anche, come Celentano che presenta il brano elettorale Ti fai del male.Analizziamo la canzonetta. Il testo è l’educazione politica di un nonno abbandonato davanti alla tv che si forma sulla società tra anti-partitismo e desiderio di riscatto etico, con una buona dose di quella orribile e inflazionata parola che è populismo: «Loro promettono solo bugie». «Ormai la politica è come lo sport». « I politici sono lontani anni luce dal capire quali siano davvero i motivi di questa crisi». Sembra un collegamento in diretta dall’ortofrutto di Vimercate per Quinta Colonna, Rete4. Applausi dal pubblico indignato.

Repubblica delle Idee con il Femminicidio: «sono più di cento in un anno le donne che muoiono»; la parte Sgarbi e la protezione del patrimonio urbano vs ecosostenibilità: «Molise che stanno uccidendo/Bombardato come un gruviera/fantasmi eolici che muovono il vento», ma anche: «L’Italia è ormai ridotta ad una lastra di cemento»

Contestazione “giovanile”/ grillismo-tecno-enusiasti: «Più male di così ci stanno rubando il mondo», abbinate a sottili e ironiche metafore dal sapor ambientalista-giustizialista: «C’è un’onda nuova che è partita dal niente», ma anche:« coltre funebre sulla quale si annidano le pericolose polveri sottili della corruzione»;

Dandinismo, la tendenza ad avere idee che sembrano complesse ma poi non lo sono, lo spirito della parrucchiera, il commento-chiosa alla Politica interna: «il tanto ambito federalismo altre eliche sulle pale farà girar». Tutto ciò è scandito dal mantra «Se non voti non cambia niente/Se non voti ritornano ancora/se non voti ti fai del male». A voler esser cinici con queste premesse meglio non andare a votare.

Negli Stati Uniti i guru venti-trentenni che si occupano della comunicazione digitale per il presidente criticano, se interpellati, l’uso polemico-propagandistico che ne facciamo noi, che diamo del genio a un ex dipendente Telecom, Casaleggio, il cui merito principale è stato di aprire un blog e riempire le piazze scrivendo testi in cui parole come Vaffanculo e Zombie hanno infiammato gli italiani (peraltro già molto sfiancati da un contesto di disaffezione politica ai massimi livelli). Slampy, uno dei responsabili della comunicazione per le presidenziali, in occasione di un incontro con Casaleggio, alla domanda se il futuro del voto americano funzionerà solo online rispose: «Funziona, ma tenendo presente che non si vota on line in tutti gli stati; e comunque mia madre preferirà sempre andare fisicamente al seggio. Dobbiamo includere, non tagliar fuori col digital divide». Proprio quello che fa il movimento cinque stelle, con le sue parlamentarie in cui si votava in pantofole solo iscrivendosi e guardando video di attivisti poco dotati nella comunicazione. I guru dicono anche che il socialnetwork si usa per spingere al voto, quindi Adriano Celentano sta facendo quel che gli americani fanno abitualmente.

Se è vero come scrive Giuliano Ferrara che a Sanremo è andata in onda la prova generale della sinistra al governo, Celentano presenta la fenomomenologia dell’elettore Movimento Cinque Stelle. Ti fai del male, ma soprattutto lo fai a noi.

Aggiornamento: Il movimento 5 Stelle è riuscito a farsi votare persino da regioni di cui scopriamo l’esistenza in questi momenti, come Molise e Marche. Il PDL ha preso moltissimi volti. Il PD rimpiange Renzi. Inoltre il “guru” geniale americano, David Axelroad, ingaggiato da Monti, ha fatto perdere voti a Scelta Civica e ci ha fatto perdere, finalmente, Fini e Casini. Grazie Axelroad per non essere un genio della comunicazione internazionale, ma solo al tuo Paese, gli Stati Uniti, dove la campagna social network per Obama è stata un successo ma importata in Italia, prima da Gori per Renzi e poi da te stesso, è stata un flop. Ah e grazie alla nostra tendenza italiana a stare sempre coi vincitori.

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