Spring Breakers, Britney Spears e Disney

È qualcosa di divertente fare l’impossibile.
—Walt Disney
I giovani devono essere lasciati liberi di scegliersi il loro avvenire.
—Il pesce Sebastian in La Sirenetta, Disney (1989)

Chi ha più di quindici anni sa che nel 2004 è stato girato il videoclip più profetico della storia dei video musicali. Lo ha girato David Lachapelle e per protagonista ha una Britney Spears che, in fuga dai paparazzi, viene colpita alla testa. Everytime è struggente per due motivi: il primo è che Birtney si era da poco lasciata con il suo fidanzatino Justin Figo Timberlake, (si erano conosciuti grazie a Disney), ed era la risposta della Spears a Cry Me a River aka La Di Lui Versione Della Storia. Il secondo motivo è che inizialmente LaChapelle prevedeva un suicidio per overdose; opzione scartata perché rovinava l’immagine da brava ragazza della Spears.

Di lì a qualche anno lei finirà in rehab ad Antigua, perderà l’affidamento dei figli avuti dall’ex marito, i paparazzi le fotograferanno la patata e la sua parabola discendente verrà disegnata in una puntata di South Park— una delle più amare della serie. Un periodaccio sintetizzato nello slogan virale di uno youtuber, Chris Crocker (il quale poi diventerà un attore porno gay): Leave Britney Alone, il resto è storia.

Ma nel 2004 nulla di brutto era ancora accaduto. Mentre Lui le cantava «You told me you loved me/Why did you leave me, all alone» lei gli rispondeva: «And every time I try to fly I fall without my wings I feel so small/I guess I need you baby». Ma mica sono seri, non si rimetteranno insieme. Volevano piagnucolarsi un po’ addosso, farsi compiangere un po’.

Questa canzone è anche una delle chiavi di lettura di Spring Breakers, il nuovo film dell’ex enfant prodige Harmony Korine, tanto da aver ispirato forse la scena che meglio sintetizza il film. (L’altra possibile chiave è l’abitudine diffusa tra gli studenti americani di devastarsi durante il periodo delle vacanze di primavera, scelto tra la fine di Febbraio e Aprile. Sono quelli che si dirigono in Florida per farsi lavande gastriche alla birra, drogarsi, sballarsi in party in spiaggia fino a rincoglionirsi. La formula secondo YouTube è: truzze che fanno twerking, facial e lavande gastriche alla birra con tubi di plastica con nomi tipo “John Holmes“, bikini contest, lasciarsi stordire fino scatenarsi in una bella rissa. Materiale per una ventina di DVD “soft-erotici” che dal ’98 al ’08 sono passati in televisione per la serie/società Girls Gone Wild nelle infinite varianti: All New Dormroom Fantasies, America Uncovered with Doug Stanhope, Bad Girls, Beach Babes, Spring Break eccetera.) (Ah, la società è fallita quest’anno con un buco di milioni di dollari.) Ma non perdiamoci, noi scegliamo la chiave disney-spears-adolescenzarovinata.

Brit, Candy, Cotty e Faith sono quattro amiche studentesse senza soldi con un unico interesse: andare in Florida per lo Spring Break. Rubano la macchina al loro professore e rapinano i clienti di un fast food, dopodiché fuggono verso St. Petroburg . (L’altra meta affollata quest’anno, se ve lo chiedete, sarà Panama City). Lì incontrano uno spacciatore, un wannabe gangster James Franco in versione Sean Paul, con le treccine, i denti cromati e i cerchioni olografici a $ della Camaro che sembra ispirato all’iconografia dei Die Antwood—e probabilmente lo è, visto che Korine ha contribuito a creare quell’immaginario da cocainomani nasty.

Le protagoniste sono tre belle ragazze + 1, Rachel Korine, che è la Nicoletta Mantovani di Harmony-Benigni: l’unica senza culo. Tra le altre tre due star Disney: Selena Gomez e Vanessa Hudgens (High School Musical). Selena Gomez interpreta Faith, una ragazzina religiosa che si spinge a fumare erba e crack ma non rimarrà fino alla fine, ché ha un’immagine Disney da difendere: «Non credevo di essere pronta [a scene troppo hot n.d.r.], credo che Faith fosse giusta per me in questo momento della mia carriera e la mia vita ». Ma è lei a fornirci un’altra chiave di lettura. Al telefono con la nonna, nel film, descrive così lo Spring Break:

Sono tutti troppo carini, sono gentili, affettuosi. Non è solo divertimento è molto di più. E’ bellissimo staccare dalla realtà per un po’. Non lo dimenticherò mai questo viaggio. Ci voglio tornare l’anno prossimo con te. E’ una cosa incredibile, magica, è una cosa stupenda, qui ti sembra che il mondo è perfetto. Pensi che non finirà mai.

L’esperienza descritta si potrebbe usare anche per descrivere i parchi giochi Disney World: irreale, rassicurante, allucinogena. Immaginiamo orde di adolescenti, specialmente italiani, scioccati nel vedere l’altro lato Disney, quello masturbatorio- adolescenziale. E infatti confrontando i trailer si intuisce che i distributori italiani hanno tentato di attirarli con la carta della “Vacanza da sballo” epurando armi, coca e cambiando la musica: da Dj Skrillex alla hipster M.I.A.. (Guardare per credere: Trailer Usa americano e quello italiano. E poi un terzo, la parodia Disney, la più riuscita). Nonostante gli sforzi non ha convinto i più giovani che si dividono in due tipi: da una parte la fila di quelli che lo hanno trovato una merda, i più simpatici, e dall’altra la fila di quelli che “non capite la morale di questo film, alla fine se ne vanno dallo spring breakers e scelgono di essere buone”. Che cuccioli. Un amico mi suggerisce che chiamarlo “Una vacanza da sballo” è come intitolare Apocalypse Now Una scampagnata in Cambogia.

Ma il film non è un teenage-movie. E’ un teen-movie for adults. Korine sperimenta un nuovo stile, la cunnilingus-camera che spinge l’occhio a leccare gli interni coscia bagnati dalla birra di adolescenti in bikini. Lo sguardo è da etero che guarda i ragazzini, li tocca, li desidera. Ma il sesso è frustrato: le ragazze si dimenano nude ma sembrano più interessate a farsi guardare che scopare. C’è più sesso consumato in un qualsiasi film di Hitchcock, qui si preferisce mostrare fieri la collezione di pantaloncini e pallottole. Altri grandi assenti sono gli adulti e adolescenti maschi: è la celebrazione cinematografica della ninfetta. La sceneggiatura è quasi assente, ed è basata sulla ripetizione vorticosa e aggressiva dei dialoghi, una versione visiva dei beat di Skrillex. Tutt’attorno giovani in costume, oggetti fluo, pistole ad acqua, mitragliatrici, cocaina, soldi, party, pantaloncini, snikers e infradito. Fotografia di un’immaginario seducente altamente distruttivo e irresponsabile quanto vuoto. Eppure le due ninfette più agguerrite hanno la meglio anche sui gangsta trafficanti della Florida; forse perché devono tornare a casa dalla mamma.
In un’intervista Korine spiega che ha sempre apprezzato Everytime della Spears che è «come un condensato pop del film. Ho sempre pensato che ci fosse qualcosa di davvero inquietante nella canzone; qualcosa di patinato, soffocante e ossessionante». Ed è esattamente così questo film: coloratissimo, studiato nelle pose, altamente iconografico, ripetitivo, allucinato. Un vuoto seducente. Non ci resta che augurare alle divette una carriera come quella Britney.

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