O l’utero o la comprensione dell’ironia

Quando si sono distribuite ironia e senso dell’umorismo qualcuna deve aver pensato che fossero inconciliabili con l’essere una donna.

Credevo che il più sconfortante e gravoso problema dei Dieci Saggi scelti da Napolitano fosse che sono lì da sempre, che la loro età media è 60 anni e che tra essi figura Gaetano Quagliariello, che a googlarlo per immagini viene fuori così “quagliariello_urla_4.jpg“. Ma mi sbagliavo, il problema di classe dirigente non all’altezza è secondario.

A Napolitano non è venuto in mente neanche il nome di una donna, e, comprensibilmente, molte si sono, infastidite o, come usa dire oggi, indignate. (Mi vengono i brividi solo a scriverlo). In realtà tra i nomi non figurano neanche tante altre categorie minoritarie. Ci sono solo anziani plutocrati; se la cosa vi sconvolge e non avete più tredici anni da un pezzo allora vi consiglio di guardare più televisione. L’età media e il genere degli ospiti di Fabio Fazio è rivelatore. Insomma in Italia si vota e poi abbiamo un governo con Monti e due gruppi scelti da Napolitano, ma il problema non è neppure questo.

Mi sbagliavo, dicevo. La questione è femminile, è vero, ma non nel senso che non avere una presenza femminile dà la misura dell’arretratezza del Paese. No.

Michela Marzano, filosofa e deputata PD,  che verrà ricordata tra pochi fortunati come colei che ha tenuto la rubrica* più mal concepita degli ultimi anni su un giornale nazionale, Repubblica, è Il Problema.

In timeline mi cade l’occhio su un suo tweet in cui si lamenta

La frase incriminata che ha fatto schiumare la Marzano è ovviamente sarcastica, o suona come tale. Ma né lei né le sue follower sono dotate di senso del tono. Marzano addirittura segnala l’autore della frase. (Dio solo sa quante segnalazioni inutili arrivano ogni minuto a dei poveri cottimisti da persone senza senso dell’umorismo).

Qual è il problema? Non si scherza sulla decisione di Napolitano di escludere le donne: «siamo in pericolo, noi,l’Italia, la democrazia», scrive Marzano. Prosegue una richiesta dell’Onorevole PD, esclusa dal Parlamento, Anna Paola Concia, che chiede a Marzano di scrivere editoriali sul grande assente femminile: “ma dove sono le grandi editorialiste quando servono?”, si chiede. Già, ci guardiamo attorno. Lei risponde che è lì a twittare da un’ora, e che ha spedito un pezzo a Repubblica per la Rubrica collettanea Parla con lei, ma che il giornale non le pubblica più pezzi politici, che la libertà che aveva prima se la scorda adesso che è una parlamentare; insomma, è una Loretta Napoleoni.

La Marzano dice anche le hanno tolto la Rubrica quotidiana, Diario di una matricola, quella in cui citava un giorno a sproposito Beckett e l’altro a sproposito Kantorowicz; che quando andava al bar a prendere un panino e il barista la salutava ne nasceva La buvette sotterranea, in cui “Bar Vero e normale” era il protagonista topografico del “Fare Comunità”, e non a caso stava nei sotterranei perché sopra c’era gosfordparkianamente la strategia partitocratica, il male. (Dove nessuno la salutava, evidentemente).

Ecco come inizia il primo pezzo della rubrica Diario di una matricola:

“Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio”. Quindi meglio non abbandonare il proprio computer, anche se solo per pochi minuti. Meglio fermarsi, aprire l’apposita borsa, riporre il computer, sistemare il cellulare e incepparsi prima del voto, magari dopo aver già inciampato sulle scale. Meglio rallentare i colleghi che non hanno ancora votato, piuttosto che avere fiducia negli altri onorevoli.

Secondo voi, perché mai gliel’avranno tolta? (Niente paura, hanno offerto asilo su un blog alla Marzano, ché mica possiamo rimanere senza barzellette).

Quel che conta sono le reazioni indignate; le mie preferite: «non paga non adeguarsi. Punirne una per punirne 100 io caso emblematico»; «provato anche a mandare comunicato stampa… nessuno mi ascolta…»;«è un onore! Con una filosofa in parlamento anch’io ho sperato e spero tanto. Non mollare!»;«prospettiva interessante: bloccare quelle che non possono asservire..». Scegliete voi nel mucchio.

Inutile fare dell’ironia poi, darle della Loretta Napoleoni, di quelle che non capiscono le battute, di quelle che scrivono tweet come forma di protesta o che non si chiedono come mai le proprie banalità vengano cestinate per far posto a qualsiasi altra cosa. Perché hanno scelto l’utero.

P.s. Ovviamente non penso affatto che la cretineria sia questione di utero o meno. Qui sono sarcastico.

*Ma l’esperienza, pare, è finita. (A lei avranno detto che era troppo scomoda, sicuramente. In realtà rubava lo spazio alla pubblicità).

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