Perché vi piacciono i gay in tv /2 – Samuele Mauri alle Invasioni Barbariche

Prosegue la campagna di sensibilizzazione pro-gay de Le Invasioni Barbariche; il programma tarato sulle esigenze milanesi è il più gay-friendly del palinsesto televisivo. Mercoledì il capitolo: Coming-Out Borghese.

«Loro sì che hanno capito le cose». Tra cani e canne

Sebastiano Mauri, patentino di artista, è cresciuto in una famiglia della Milano bene anni ’70: madre sociologa, padre documentarista, viaggi in Africa tra bonghi e povertà (ché ai ricchi piace, fa tanto Toccare- il-Reale quando tornano nell’attico milanese con le foto da mostrare); insomma sono dei progressisti. Siamo negli anni della contestazione, casa loro è frequentata da hippie, artisti, scrittori, cani. O scrittori cani. «Vai lì a una cena a un pranzo e ti ritrovi con Umberto Eco, un musicista africano e un cane», dice la cognata senza l’ombra di ironia.  Pare che essere omosessuali in una famiglia di Brera con attico vista Milano sia una sciagura, non posso aiutarvi a capirne il motivo, io abito in provincia e mangio scatole di tonno.

Siamo in Argentina. Un’esperienza infantile lo traumatizza. Una zia folle espone il nostro artista  a una sorta di Perp Walk  inghirlantato, nudo, con le perle avvolte al collo, per strada. I vigili urbani sfogliano stupefatti il codice stradale per trovare un valido motivo per arrestarli entrambi; niente. Riceve sguardi di disapprovazione e viene deriso. Mauri capisce precocemente che la femminilità è mal tollerata in un maschietto. Verrà su bene.

«Anche se godrò di meno non sarò mai omosessuale»

Questa esperienza lo segna: a cinque anni ha una sola certezza: «Anche se godrò di meno non sarò mai omosessuale». Che è una frase meravigliosa per almeno due motivi. Il primo è perché l’esperienza traumatica appena citata è un Gay Pride forzato; il secondo è che capisce che deve impedirsi di godere per essere accettato Che è esattamente la condizione minima per essere “accolti in casa” in quanto omosessuali. (Posso solo immaginare quale godimento assurdo fosse masturbarsi o fare sesso pensando al proibito, posso solo averne un nostalgico ricordo adolescenziale; che invidia).

«Cuba mi piace, eccome»

Mauri prosegue con una metafora: “Immagina di essere innamorato di una persona dello stesso sesso, è come innamorarsi di Cuba e per ragioni politiche non ci vai a Cuba. Finché poi non capisci che a Cuba ti piace andare, eccome!”. Non poter più resistere alla forza attrattiva di un corpo maschile. Ma perché così tardi? Cosa lo blocca non l’ho capito: i genitori di lui se ne fregano, potrebbe essere quello che vuole e lo accetterebbero. Tuttavia Mauri intuisce che in qualche modo sarebbe una delusione per la famiglia, anche se dissimulata, ammettere la propria omosessualità: niente nipotini, niente “sei come tuo padre”, niente matrimonio e fioristi, e riviversi nei figli. Pare sia tutta colpa della madre (c’entra sempre la madre).

Cosa lo sblocca invece è chiarissimo. Mauri sostiene di poter resistere alle pulsioni sessuali, ma non all’amore. (Pffff, di qui in poi esce dalla mia giurisdizione ed entra in zona arcobaleno). Mauri vorrebbe cambiare la parola omosessuale in omoaffettività, per eliminare il rimando al sesso perché “magari a te dà fastidio, oddio chissà quei due lì chissà cosa fanno”; dopotutto pensa che”il sesso è un dettaglio di un progetto di vita”; e parte con la tirata su”Berlusconi con le frasi contro i gay” eccetera. Poverini questi eterosessuali che non devono essere turbati. Nasci in una famiglia dove si scopa con gli africani e col primo hippie che ti entra dalla porta, ma se dici omosessuale poi capita che sappiano che fai sesso pure tu; mica vorrai rovinare la cena a tutti!

Ma allora qui non di fa altro che ripetere il concetto: nascondi il godimento, sei in tv. Usare l’amore come retorica di accettazione funziona così bene che il suo libro: Goditi il problema, è tra i più venduti. Il sospetto è che quel godimento rimanga giusto nel titolo.

C’è però una questione che sposta un po’ in là la rappresentazione del gay canonica, quella alla Tiziano Ferro di cui vi ho già parlato. Mauri è sessualmente attraente. Non è solo “uno con cui prendi un caffè”, è proprio uno con cui le modelle sono andate a letto. Cioè quel che lui considera un problema, l’oppressione omofoba, in realtà lo ha reso sessualmente forte perché lo ha normalizzato. E se oggi non va in giro con una collana di perle deve ringraziare sua zia.

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