Il Divo, la Marini e lo star system che ci meritiamo

Ogni Paese ha il red carpet che si merita. Domenica Valeria Marini si è sposata a Roma, ma non abbiamo visto quasi nulla. Era oscurata in modo casereccio da ombrelli bianchi— ché l’esclusiva Chi l’avrà pagata in soldi, non come quei morti di fame della RAI che hanno bluffato. (Probabilmente Domenica In l’ha pagata in kg di anguille e mortadella per l’inquadratura di schiena da lontano; sì, la citazione da Bigas Luna non potevo risparmiarla).

Tra i 700 invitati non c’erano Simona Izzo e marito, che sono così amici della Marini da aver preferito andare in studio di Domenica In a mostrare l’invito ricevuto (e rifiutato) e commentare comodi le immagini rubate. Per giustificare la millantata esclusiva una giornalista ha proceduto allo stalking feroce degli invitati, ha fatto anche cadere un vaso. Ricordo una meravigliosa Iva Zanicchi a cui la giornalista chiede: «Valeria ha imposto come dresscode un accessorio o un vestito d’oro, perché vuole che sia un matrimonio d’oro, lei cos’ha?», Iva: «Sì è un matrimonio hollywoodiano. Io ho dimenticato l’accessorio ma ho un dente ricoperto, va bene lo stesso?!». Matrimonio hollywoodiano: tanto pizzo e denti d’oro.

Tutti indignati: il servizio pubblico manda in onda il matrimonio della Marini, vergogna.

Lunedì Andreotti è morto e tutti i palinsesti si sono dovuti adeguare modificando le scalette e sfoderando coccodrilli scritti vent’anni fa. Piazza Pulita ha invitato l’esagitata Vladimir Luxuria, la sgrammaticata Laura Comi, l’insolente Cirino Pomicino e altre imperdibili comparse pronte a lasciarsi intervistare come delle Scarlett Johansson. Tutti a dare interviste, farsi propaganda, lasciarsi insultare dai poveri in collegamento e meritarsi un’altra ospitata.

Ogni Paese ha le celebrità che si merita. L’indignazione per la trasmissione del matrimonio di Valeria Marini in RAI servizio pubblico era fuori tono. Gli osservatori attenti hanno notato che a) non abbiamo uno star system degno 2) inquadrare il culo in lontananza della Marini è considerabile un’esclusiva solo in quel Paese dove un’intervista di cinque secondi a D’Alema per strada è il pezzo forte della serata. Passiamo le nostre serate ad ascoltare promesse politiche molto spesso in conflitto di programma in programma (non perché siano preregistrati, ma perché non si sanno mettere d’accordo). Ci indignamo, beviamo una birra, twittiamo il nostro scontento, e si ricomincia.

Il Divo è morto ma siamo pieni di infinite comparse.

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2 thoughts on “Il Divo, la Marini e lo star system che ci meritiamo

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