IN PALESTRA. Conversazione

Oh, ‘ste cazzo di scarpe costano novanta euro no-va-nta!» dice il ragazzo rasato in accappatoio bianco all’amico. Escono dalla doccia. Avranno entrambi diciott’anni e io, per fortuna, mi sto rivestendo.
«Eh lo so oh, costano un cifro» fa il biondino, sedendosi sulla panca.
«Oh, la Vale ha iniziato ad uscire con quei suoi amici froci. Ce n’è uno che è proprio frocio, ma tanto; i vestiti… caaaazzzzzooooo», pronuncia quella parola lentamente, come fosse stanco di dirla. Chissà quante volte gli è uscita da quella bocca perfetta.
Hanno entrambi la faccia di due che non hanno mai aperto un libro. Sono meravigliosamente sotto-istruiti. Sono dannatamente sexy. Il ragazzo che non sopporta gli amici froci di quella presumo essere la sua ragazza ha un tatuaggio tribale sul collo. Peserà in tutto 55 kg, non è molto alto e rimane nudo a pochi metri da me fissandosi i muscoletti e considerando i progressi della palestra con occhiate soddisfatte. Immagino la fidanzatina schifarlo per la magrezza e dirgli «ingrassa un po’, vai in palestra», e io non so che darei per leccare quella pelle glabra, elastica, perfetta. Sono sicuro che la ragazza gli succhierà il cazzo per pochi secondi, senza impegno, solo per tenerlo buono. Questo prima di farsi venire nella fichetta sperando di non rimanere incinta “non questa volta, ti prego, non questa volta”. Adorabili problematici ignoranti.
Un tizio sui quaranta li saluta ed esce.
«Oh pure quello è frocio secondo te?» chiede il biondino, il più tonto, che mi fissa coi suoi occhi blu mentre io fisso il suo amico, che mi dà le spalle muscolose. Purtroppo ha un brutto culo, troppo magro. La cosa mi indispettisce, ma quando si cosparge di pessimo AXE mi riconquista. Si infila dei pantaloncini larghi e una collana.«Minchia se è frocio. Certo! Lo riconosci dalla voce». Io gli passo vicino, lo fisso negli occhi e gli sorrido. Vorrei dirgli: farei qualsiasi cosa per leccarvi, te e il tuo amico, siete stupendi. Vorrei dirgli che il loro disprezzo per i froci li rende estremamente sexy. Vorrei avvisarli che non saranno mai più così; cresceranno e saranno educati all’etichetta del buon senso. Finiranno per infrociarsi e ingrassare, e dovranno tornare in palestra per dimagrire. Ma non lo faranno. Non gliene importerà più nulla dell’essere maschi. Lo saranno quando qualcuno, improvvidamente, gli taglierà la strada in macchina, e loro sbraiteranno bestemmie picchiando sul volante. Punto. Non saranno mai più pieni di ormoni ed eccitanti come lo sono ora. Lì, in tutta la loro inconsapevole bellezza adolescenziale. Se avessi più tempo gli spiegherei come capitalizzare quel loro corpo vivo.
Ma devo andare.

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