Siete dei dilettanti

Se fossi in Vice mi interesserei del fenomeno a me noto come «Gli Adolescenti Napoletani e i millemila like»; e magari ci scriverei un articolo sensazionalistico in cui faccio il simpaticone per non annoiare il mio lettore tipo: gente che legge poco e capisce ancora meno. Se fossi un ricercatore di un inutile dipartimento di sociologia saprei già come intitolare il mio prossimo corso: «Campania Social: gli adolescenti campani sono virali», assicurandomi una media di 300 frequentanti a ogni lezione.  Che le ricette del Marketing Perfetto siano alla portata del mio macellaio il giorno successivo il loro avvenuto successo è un fenomeno che possiamo catalogare come: «Siamo tutti esperti, il giorno dopo»; ma io voglio sapere ora, subito, in questo momento: com’è possibile? Com’è possibile che degli adolescenti raggiungano cifre altissime con le loro foto e i loro status? Mi è capitata tale Chiara Nasti, una sedicenne che per via della sua misteriosa e a me inafferrabile «popolarità» (ha oltre trentamila follower su Facebook, cioè gente che si fa notificare ogni sua smorfia) ha deciso di aprire un blog (fotografico, non si è lasciata scoraggiare dal fatto che la punteggiatura sia per lei ciò che i diritti civili sono per i russi: roba da stranieri). Un tempo le adolescenti giravano sex tape che le qualificavano come la vergogna del paese; o si drogavano. Oggi capitalizzano i loro follower sponsorizzando negozi napoletani che affidano loro la pubblicità dei vestiti che indossano. Mi è capitata in timeline una foto di Chiara: era sdraiata, guardava in camera. Trentamilalike. Così ho guardato meglio: una bionda dai capelli lunghi, le labbra naturalmente piene, lo smalto rosa che fa risaltare l’abbronzatura. È sdraiata su un divano bianco e indossa una canottiera aderente, su corpo magro adolescenziale, vale a dire perfetto, giallo fluo, e quel che pare essere un costume da bagno: un tanga. Del seno non c’è traccia, non si vede; però si intravede il segno dell’abbronzatura. 31.022 persone piace questo elemento. E mentre la fisso, tentando di capire cosa cazzo ci sia in lei di tanto attraente, il numero di persone che la fissano aumenta A 31.025 persone piace questo elemento. Sì, d’accordo, è sexy. Ha quello sguardo da cerbiatta e contemporaneamente quel culo in vista, vagamente invitante ma non in modo aggressivo. A 31.034 piace questo elemento. Forse è la posizione. A questi etero piace il culo sempre di più, sarà questo. Sarà che vederla così, sdraiata dal lato giusto, li ha accesi. Se non la puoi possedere almeno fai sapere a tutti cosa ti piace, così magari le altre ragazze capiranno che devono smollare il culo, e che la figa non la vuole più nessuno. Sarà… ma perché lei? Perché le sue foto piacciono tanto da farla diventare una divetta napoletana? Mistero. Così indago e trovo pure il suo corrispettivo maschile, si chiama Kekko Milone (ma ce ne sono molti altri, basta cercare). I commenti alle sue foto sono di tre tipi: 1) «Sei perfetto», ripetuto dalle ragazze-groupie; 2) «sei un frocio», ripetuto dai ragazzi molto probabilmente invidiosi (l’invidia che suscitano i like altrui non è commisurabile a nient’altro, forse solo all’attenzione che nei film americani va tutta ai più fighi della scuola. Cioè quel genere di situazione che se sei Stephen King sai rendere in modo tragicamente aderente alla realtà); 3) «ti vorrei prendere a calci», è una variazione aggressiva del secondo punto. Ma anche qui, cosa c’è in lui di diverso da altri ragazzi della sua età con cui è nelle foto? Perché lui è «perfetto»? I canoni estetici di questi bambolotti sono a me inaccessibili. «L’estate inizia con un sorriso e finisce con una lacrima», duemilaottocentoventitre like, questo finisce dritto a sceneggiare Un posto al sole nel 2020. Se avessi scritto una cosa del genere mi avrebbero commentato: «Barbara D’Urso ti ha hackerato l’account?». Se penso a quanto sono fortunato ad aver vissuto un’adolescenza al riparo dai social network mi sento subito meglio. Avrei passato il tempo tra la masturbazione e l’invidia, cioè quel che faccio ora, perché sarei sicuramente stato escluso dal successo minore e minorato dei miei coetanei, cioè esattamente quel che succede ora. (Riformulerò meglio il lato positivo in un altro momento.)

La prossima volta che vi fate un autoscatto e che contate uno a uno i like che ricevete, che sono comunque sempre pochi e sempre da quelli sbagliati, pensate che siete dilettanti. Pensate che dovete imparare tutto dagli adolescenti campani. L’avanguardia social è tutta lì.

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