Twitter prevede il vincitore? Il caso Sentimeter

Tra i primati del Prez Obama (primo nero alla casa bianca, primo nobel per la pace sulla fiducia, primo ad usare i socialmedia nella campagna elettorale del 2008, ecc.), l’ennesimo è «la foto più ritwittata nella storia». (Che la storia dei tweet sia giovane, poco importa). Il capitale reputazionale conta, e per quantificarlo la nuova frontiera giornalistica supera il sondaggio demoscopico e si adopera al conteggio dei tweet e retweet. Non che se ne sentisse il bisogno di (altre) prove statistiche, specialmente dopo l’endorsement di mezza e più hollywood e di mezza e più industria culturale popolare americana che conta. Il presidente più cool è Obama, da sempre, non c’è partita. E lo staff della comunicazione lo sa bene. Per Mitt Romney oltre al fuoriclasse Clint Eastwood, che i liberal hanno dato per rincoglionito per giustificare il fatto che sia di destra, hanno parteggiato i musicisti country, fichi solo per chi ha questo aspetto qui. Continua a leggere

Quanto valgono 1 milione di utenti Facebook? 5 dollari

«Ho la maledetta abitudine di cercare offerte cheap online, e oggi mi hanno offerto di acquistare 1 milione di dati Facebook (Nome, Cognome, e-mail e indirizzo profilo), a soli cinque dollari», scrive il 23 Ottobre Bogomil Shopov, il classico social-geek, sul suo blog. Ecco come sono andate le cose. L’annuncio è apparso sul sito Gigbuks, (la pagina, cancellata per violazione dei termini di servizio di Gigbuks, è oggi visibile dall’archivio cache di Google), una piattaforma che permette a «persone di talento» di vendere i propri servizi (prevalentemente informatici: programmazione, grafica, servizi di traduzione, pubblicità) impostando un prezzo che va dai 5 a 50 dollari. Iscrizione gratuita. Scorro gli annunci e leggo per esempio che Tieffe si offre di realizzare un logo a soli 5 dollari, alimalik87 offre la creazione di una pagina Facebook, sempre a 5 dollari. C’è anche chi vende follower di Twitter e fan di Facebook, ma non perdiamoci nel fantastico mondo della truffa che sfrutta la brama di popolarità online. Continua a leggere

Celebrity Sex Tape

Negli Stati Uniti il sex tape delle celebrità è un fenomeno che dice più sui nostri tempi di quanto non siamo pronti ad ammettere: narcisismo, brama di fama, umiliazione, vendetta, voyeurismo, indignazione, scandalo mediatico, imbarazzo vs mancanza di vergogna.

A proposito del nome: lo continuiamo a chiamare tape in ricordo dei bei tempi, anche se oggi sono tutti file. Era il 1997 e i pionieri neo-sposi Pamela Anderson e l’allora fidanzato Tommy Lee si filmarono in luna di miele: circa 45 minuti di conversazioni mondane e altre cazzate che rendono ancora più reali gli scarsi 8 minuti di sesso. Nasce con loro il sex tape come categoria di autopromozione erotica, almeno nelle intenzioni, e come buzz mediatico in grado di procurare più imbarazzo che contratti pubblicitari. (Non era ancora il momento di convertire le proprie performance sessuali in reality, contratti discografici e merchandising per una industria culturale cinica e smaliziata). Continua a leggere