Abramovich l’artista che volevich

Schermata 2014-01-21 alle 22.20.49«Bologna è un problema per il paese» (cit. Andrea Minuz) Prendi Marina Abramovich (Marina Abramović), ovvero la Wanna Marchi serba, e la citi ai tavoli delle osterie-ristoranti-bar bolognesi (sprovvisti eccezionalmente di lambrusco e tortellini: solo arte vuota) in occasione di Artefiera unendo la nudità di Imponderabilia (1977) a L’artista è presente (quella cosa per cui tu fai la fila come in posta o all’Esselunga di domenica, e lo fai per fissare l’artista: lei ogni tanto piange perché è sensibile. Continua a leggere

Lasciarsi ai tempi di Facebook, ovvero nulla che voi non sappiate già

Ho appena visto un video amatoriale in cui viene inquadrato _____ e una molle femminea voce fuori campo dire: «siamo qui a comprare le bici gemelle, c’è anche il solito moroso». Il. solito. moroso. (Qualcuno si è scordato di avvisarmi).  E che cosa cazzo sono le «bici gemelle»? Hai quindici anni?

Ahhh la rimozione, quanti danni fa. Pensavo di essere in una relazione a distanza, dopo quattro anni, e niente, mi ritrovo col profilo di un Ken più basso e tendente all’ingrasso che prende il mio posto. Non so se devo sentirmi più offeso dal fatto di non essere stato informato di essere di troppo o dell’essere stato sostituito così malamente. O dall’aver usato troppo la parola “essere” in una frase. Oppure per l’immagine indelebile di loro due in giro per Bologna su due bici uguali, a scampanellare coi cestini pieni di fiori e  con la scritta FROCI su quelle loro fronti sudate, piene di glitter, residui di notti pazze passate in club dove io non metterei piede.

«E’ solo una fottuta shampista!», dice all’amico Woody Allen in quel ritratto matrimoniale che è Mariti e Mogli. Io qui, è chiaro, sono Judy Davis per sceneggiatura e Lui è certamente Mia Farrow, quella che piange e si dispera ma poi ottiene sempre quello che vuole facendo del male a tutti.  Continua a leggere